Viaggio allucinante

Fantastic Voyage

USA - 1966
Viaggio allucinante
L'agente dell'Fbi Grant è in attesa dell'arrivo dello scienziato Jan Benes che ha scoperto il modo di rendere duraturo un processo di miniaturizzazione e che, allo stato attuale, consente di ridurre oggetti ed essere umani a dimensioni microscopiche per la durata di sessanta minuti. Tuttavia, proprio mentre Benes sta giungendo, ignoti ne attentano la vita e lo scienziato rimane in stato di coma per un ematoma al cervello. Per salvarlo da sicura morte non c'è altra possibilità che operare il cervello dall'interno e pertanto i responsabili dell'Fbi decidono di miniaturizzare un sommergibile con a bordo il dottor Duval, il dottor Michaels, l'assistente Cora Peterson, il comandante Bill Owens e l'agente Grant, quest'ultimo incaricato di prevenire un altro attentato alla vita di Benes. Immesso il sommergibile miniaturizzato nel corpo di Benes per mezzo di una iniezione, il suo arduo cammino nel corpo dello scienziato viene seguito dall'esterno attraverso rilievi radar. Il viaggio si rivelerà assai arduo e pericoloso e, nel frattempo, Grant tenterà di smascherare anche chi, tra loro, è in realtà un nemico intenzionato a nuocere ancora alla vita dello scienziato.
  • Altri titoli:
    Die phantastische Reise
    Le voyage fantastique
    Viaje alucinante
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASCIENZA
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE, 35 MM (1:2.35) - DE LUXE
  • Produzione: SAUL DAVID PER TWENTIETH CENTURY-FOX
  • Distribuzione: DEAR FOX - DOMOVIDEO, TWENTIETH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- OSCAR 1967 PER: MIGLIOR SCENOGRAFIA E MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI. ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FOTOGRAFIA, MONTAGGIO ED EFFETTI SONORI (WALTER ROSSI).

CRITICA

"Il film, che come ogni lavoro fantascientifico, prende lo spunto da un presupposto irreale, cerca di descrivere minutamente in maniera documentaristica la composizione interna del corpo umano. Interessante sotto questo profilo e gradevolmente fantasioso nelle scenografie e nei trucchi, il lavoro denota alcune forzature nell'impostazione drammatica." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 62, 1967)
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