Vera Cruz

USA - 1954
Vera Cruz
Nel 1866 Benjamin Trane, un colonnello sudista, si trasferisce in Messico in cerca di fortuna. Lì, mentre il popolo si sta sollevando contro l'imperatore austriaco Massimiliano, conosce Joe Erin, un avventuriero senza scrupoli che gli offre la sua amicizia e gli propone di fare affari insieme. Così, quando il marchese de Labordère offre loro di entrare al servizio dell'imperatore, i due non esitano ad accettare l'offerta. A Città del Messico Benjamin e Joe incontrano la bellissima marchesa Marie Duvarre e scoprono, con piacere, di doverla scortare fino a Vera Cruz. Durante il viaggio la marchesa rivela che, nascosto nella sua carrozza, c'è un vero tesoro e propone di rubarlo per poi spartirlo. Anche il marchese de Labordère, però, ha messo gli occhi sul tesoro ed ha un piano per impossessarsene e rapire la marchesa. Il convoglio sfugge a un'imboscata dei ribelli ma Benjamin e Joe vengono raggiunti da una ragazza messicana, Nina, che confida che il tesoro che stanno trasportando appartiene al popolo messicano e chiede di passare dalla parte dei rivoluzionari. Giunti a Vera Cruz, scoppia la battaglia ed Erin pensa di approfittarne per rubare l'oro. Benjamin, però, ha ancora un briciolo di onestà e, per fermare l'amico, lo uccide. Alla fine Benjamin perderà un amico ma avrà come ricompensa l'amore di Nina.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, SUPERSCOPE, TECHNICOLOR
  • Produzione: JAMES HILL PER HECHT-LANCASTER PRODUCTION, FLORA PRODUCTIONS
  • Distribuzione: DEAR UA 1955 - TWENTIETH CENTURY FOX - HOME ENTERTAINMENT ITALIA
  • Riedizione 1967

NOTE

- DIRETTORE ARTISTICO: AL YBARRA.

CRITICA

"Il film ha tutti gli elementi che si convengono a lavori del genere, fatti per puri scopi spettacolari e commerciali: grandi nomi tra gli interpreti, colori smaglianti, perfetta ambientazione, scene grandiose, colpi di scena, uno svolgimento abbastanza avvincente. Ma non va oltre la qualità di un ottimo manufatto dell'artigianato cinematografico, adatto al grosso pubblico." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 38, 1955)

"Il fascino del film risiede nel vento delirante di follia che percorre il racconto, in un erotismo sano, in un umorismo che non si smentisce meno dei momenti più drammatici, nella riflessione critica sulla storia." (Laura e Morando Morandini, Telesette)

"Un film di grande successo, grazie sopratutto ai due protagonisti, molto amati dal pubblico. Aldrich, tra rivoluzionari pistoleri e imperiali, inventa scene di grande intensità." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv).
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