Venga a prendere il caffè da noi

ITALIA - 1970
Venga a prendere il caffè da noi
Emerenziano Paronzini, vice-capo servizio nell'ufficio Distrettuale delle Imposte di una piccola città, decide, in età matura, di sposarsi. La sua attenzione si sofferma sulle tre sorelle Tettamanzi - Tarsilia, Camilla e Fortunata - e al termine di un'attenta riflessione sceglie come consorte quest'ultima. Dopo il viaggio di nozze, Emerenziano si stabilisce in casa Tettamanzi come signore e padrone, coccolato e riverito dalle tre sorelle e dalla domestica Caterina. Con l'andar del tempo, senza turbare l'armonia che regna nella casa e senza trascurare la moglie, diviene amante di Camilla e Tarsilia, alle quali fa visita di notte, a turni regolari. Una notte, al termine di una lauta libagione, dopo essere passato nelle stanze delle tre sorelle, Emerenziano si sente attratto anche da Caterina, ma mentre si accinge ad avere una relazione con lei viene colto da malore. Relegato su una sedia a rotelle da una paralisi totale, continuerà ad essere al centro delle amorevoli attenzioni delle quattro donne.
  • Altri titoli:
    The Man Who Came for Coffee
    Come Have Coffee with Us
    Venez donc prendre le café chez nous
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA EASTMANCOLOR, SPES
  • Tratto da: Romanzo "La spartizione" di Piero Chiara (Ed.Mondadori)
  • Produzione: MAURIZIO LODI FE' PER MARS FILM
  • Distribuzione: PARAMOUNT
  • Vietato 14

NOTE

- LE SCENOGRAFIE SONO DI VINCENZO DEL PRATO SU BOZZETTI DI DARIO CECCHI.

CRITICA

"Una commedia di gusto grossolano, diretta con mestiere e sorretta da una riuscita caratterizzazione dei personaggi, ma fastidiosa e disgustosa per la volgarità di cui è impregnata" (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 70, 1971).

"(...) La storia è di grana grossa, sul filo del grottesco, e con una serie di particolari che è tradizione chiamare boccacceschi, ma che del gusto e dell'intelligenza lirica e del costume del Boccaccio non hanno, ovviamente, nulla. Ma Lattuada è pur sempre regista di stile e di intelligenza fine, così che il suo riesce ad essere un divertimento non di rado vivace e acuto, anche nella scelta di tipi spettacolarmente validi, come quelli delle tre protagoniste e del personaggio reso con la solita bravura da Tognazzi." (Giacomo Gambetti, "Bianco e Nero", nov/dic 1970)
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