Venere imperiale

ITALIA - 1962
Paolina Bonaparte, la sorella prediletta di Napoleone, è una fanciulla esuberante ed amante della bella vita. La sua leggerezza provoca irritazione nella cognata Giuseppina, che vedendosi sottrarre un certo Canouville, suo amante, decide di convincere Napoleone d imporre un marito alla sorella. Così avviene, Paolina sposa il maresciallo Leclerc. Il matrimonio non muta il carattere della giovanissima sposina e per evitare lo scandalo, i coniugi Leclerc vengono mandati alle Antille. Qui Paolina resta vedova e ritorna a Parigi dove sposa il principe Borghese. Con il nuovo marito si trasferisce a Roma ed anche qui prosegue la sua vita improntata alla massima leggerezza e dà grande scandalo arrivando a posare nuda per lo scultore Canova. Questa statua viene vista da Canouville, che si trova a Roma, e subito tra i due comincia una relazione, che ha termine solamente con il precipitare degli avvenimenti internazionali. C'è la campagna di Russia. Canouville muore e Napoleone è sconfitto. Paolina sarà l'unica della famiglia a seguire il fratello all'isola d'Elba e ad aiutarlo nella fuga. L'ultimo amore della principessa sarà il musicista Giovanni Pacini.

CAST

NOTE

- LE SCULTURE SONO DI GIANNI GIANESE.

- NASTRO D'ARGENTO E DAVID DI DONATELLO 1963 A GINA LOLLOBRIGIDA COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"Lento, monotono e prolisso il film tenta un'interpretazione del personaggio di Paolina Borghese, ma la regia è priva di mordente e di incisività e la ricostruzione del clima storico-ambientale lascia alquanto a desiderare. I numerosi personaggi che affollano l'azione sono appena tratteggiati e lo stesso profilo di quelli principali è sbiadito e incerto. Qualche scena di indubbia portata spettacolare e lo splendore figurativo di qualche sequenza non sono comunque sufficienti a riscattare l'opera," ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 53, 1963)

"Sfarzoso e goffo melodramma storico di Jean Delannoy, dopo tre sceneggiature abortite e sette anni di gestazione, cui non bastano gli splendidi interni e gli sfavillanti costumi. La Lollo, premiata con manica larga (come i suoi décolleté) con David e Nastro d'Argento, mostra pudicamente le spalle al pubblico e il petto al Canova". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 27 giugno 2003)
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