Veleno

ITALIA - 2017
2,5/5
Veleno
In un piccolo centro del casertano, una umile famiglia di agricoltori vive il dramma di un territorio violato, contaminato dai veleni che criminali senza scrupoli hanno disseminato in buona parte di quella provincia. Cosimo, il capofamiglia, e sua moglie Rosaria ostinatamente rifiutano di lasciare che i loro terreni diventino una discarica destinata ai rifiuti tossici: le minacce e le ripercussioni da parte di alcuni esponenti della camorra, tra i quali il giovane avvocato Rino, non li piegano. I due coniugi non vogliono staccarsi dalle loro radici e dalla loro terra interamente dominata da un potere mafioso che corrompe e distrugge. Ezio, fratello di Cosimo, e sua moglie, invece, accettano, attratti da facili guadagni, di essere complici della devastazione dei loro territori. A complicare ulteriormente le cose è la grave malattia di Cosimo causata dal veleno che contamina l'acqua, i raccolti, il bestiame. Il calvario del protagonista diventa la sintesi delle piccole e grandi contraddizioni di una terra di fatto abbandonata a se stessa, dove lo Stato sembra aver definitivamente abdicato alle sue funzioni, dove l'unico potere riconoscibile e riconosciuto è rimasto solo quello criminale.
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:2.39)
  • Produzione: GAETANO DI VAIO, GIANLUCA CURTI, NANDO MORMONE PER BRONX FILM, MINERVA PICTURES, TUNNEL, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, SKY ITALIA
  • Distribuzione: CESARE FRAGNELLI CON ALTRE STORIE
  • Data uscita 14 Settembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

Il veleno è quello della Terra dei Fuochi. Anche, tuttavia, quello che ammorba le azioni degli uomini e si insinua nella vita degli umili, nella duplice forma della disperazione e del disfacimento fisico, destinati a soccombere, non diversamente da chi il male lo vive come pratica quotidiana, dinanzi alla negatività dell’esistenza.

Veleno, di Diego Olivares, è un’opera disturbante nelle premesse, tentennante nell’esecuzione, che aspira a rientrare nell’ambito di un cinema duro, lontano da ogni spettacolarità e profondamente teso alla descrizione impietosa di una realtà infamante. Il cinema di Zvyagintsev, ad esempio, nei suoi momenti più a fuoco (Leviathan su tutti). Purtroppo, il dramma della famiglia di allevatori-agricoltori Cardano – due fratelli, Cosimo ed Ezio, con le rispettive mogli – assediata dai gangli della camorra, intenzionata a impadronirsi della loro terra per depositarvi illegalmente rifiuti tossici, non convince del tutto.

Colpa, forse, del “gomorrismo” in agguato che cozza, e con violenza, contro la velleità di un cinema  austero e morale. Cesellatura non eccelsa dei dialoghi ed eccessive sottolineature, alcune decisamente di cattivo gusto o semplicemente superflue (filmare il sesso non è facile, d’accordo, ma perché ridurlo a siparietto,  tanto retorico quanto banale, di perversione morale?), non aiutano il quadro generale.

Come da copione, l’assenza dello Stato è ormai una costante. Le performance del cast, infine, sono altalenanti: se Massimiliano Gallo conferma la propria caratura dopo l’ottima prova di Per amor vostro, Luisa Ranieri è attrice troppo raffinata per apparire pienamente credibile nel ruolo della massaia devota e tormentata, mentre Salvatore Esposito sembra la scialba controfigura del Genny Savastano che lo ha imposto all’attenzione del grande pubblico.

Film di chiusura della Settimana Internazionale della Critica a Venezia 74.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT-MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO. IN COLLABORAZIONE CON: FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA, GESCO GRUPPO DI IMPRESE SOCIAL

- FILM DI CHIUSURA, EVENTO SPECIALE FUORI CONCORSO, ALLA 32. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA (VENEZIA, 2017).

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2018 PER LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA (LUISA RANIERI), CANZONI ORIGINALI ("TIEMP'E VELENO").

CRITICA

"(...) 'Veleno' di Diego Olivares (...) sposa l'avanzata del mélo classico del male incurabile alla denuncia che 'Gomorra' ha reso irrinunciabile (già Rosi con 'La sfida' cosa faceva?). (...) L'autore sposa con armonia una partitura vocale e visiva, acchiappando dall'interno una tensione di colpi di scena ma anche di «siparietti brechtiani», dove si chiariscono personaggi e interpreti sul contesto kitsch della volgarità del mondo. Gli attori stanno al gioco, servitori d'istanze parallele, la melodrammatica, la criminale e la politica: Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo, Salvatore Esposito, Paone, Di Colandrea, Condurro e Robustelli uniti in unico applauso anche per il valore espressivo teatrale." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 settembre 2017)

"La tematica, per quanto già molto frequentata, resta forte e solida. La coppia protagonista è ammirevole. Ma il modo di raccontare scelto dal regista Diego Olivares lascia qualche dubbio. Per un verso sembra reclamare spazio uno stile di narrazione rotondo e classico: buoni contro cattivi. Al contempo l'andatura si spezza in tanti quadri a se stanti, che interrompono quel respiro, divagando perfino sui tormenti interiori dell'avvocato del malaffare." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 14 settembre 2017)

"Film d'amore e di difficile impegno civile. (...) Luisa Ranieri mortifica la sua bellezza, domina il suo corpo per disegnare sul volto della protagonista i tratti dolenti di un amore che a un certo punto della storia diventa disperazione. Massimiliano Gallo (...) è Cosimo, contadino disperato che combatte, sapendo di perdere, le due battaglie fondamentali della sua vita, quella contro un tumore che lo devasta e quello contro chi vuole la 'sua' terra per farne una discarica di veleni. Recitazione intensa, con la Ranieri che sempre più (il giudizio entusiasta è di Gaetano Di Vaio, produttore del film con Bronxfilm, assieme a Minerva Pictures e Tunnel Produzioni) somiglia a 'una moderna Anna Magnani', e Gallo, che con 'Veleno' dimostra di poter adattare volto e capacità attoriali a ogni esigenza scenica. (...) uno straordinario Nando Paone (...). Film difficile, perché pone l'attenzione su un dramma che in molti vogliono archiviare. È stato mai completato un censimento delle malattie provocate dall'avvelenamento di terre, fiumi e falde acquifere? No. A che punto è la bonifica dei suoli? Non si sa, le gente della Terra dei fuochi non deve saperlo. Rimane la disperazione delle mamme, la rabbia e il lavoro dei comitati spontanei che da anni si battono contro le ecomafie (molti hanno dato il loro sostegno al film). E 'Veleno' dà fastidio. E' un vero film 'civile' (scuola Francesco Rosi), dove il dramma viene raccontato senza sacrificare la poesia dei sentimenti (scuola Nanni Loy) e con un amore verso la 'terra' del bravo regista Olivares, che a tratti ricorda 'Furore' di John Ford. Un film che andrebbe proiettato nelle scuole e che speriamo non venga sacrificato dalla distribuzione." (Enrico Fierro, 'Il Fatto Quotidiano', 14 settembre 2017)

"Un dramma di cui le cronache si occupano da anni e che, stavolta, in «Veleno», grazie allo sguardo amaro di Cosimo, diventa verità insopportabile, stimolo per tutti ad agire ea frenare lo scempio." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 14 settembre 2017)

"Crudo melodramma, ispirato a una storia vera nella Terra dei Fuochi. (...) Il film avvince, ma esagera con le disgrazie." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 14 settembre 2017)

"Ha il suo perché (...) 'Veleno' (...) di Diego Olivares, variazione su quello che ormai è un filone di drammi sociali ambientati nella Terra dei Fuochi ('Gomorra' di Garrone fu il capolavoro da cui tutto ebbe inizio). Stavolta l'originalità è tutta nel personaggio di Rino Caradonna (Salvatore Esposito) (...). Esposito (...) lo interpreta come fosse un idealista represso dall'affascinante arroganza (disprezza la famiglia camorrista cui deve il successo). Notevole il suo look con capello quasi cotonato, occhiali da ragioniere e baffo strabordante. Bravi accanto a lui sia Luisa Ranieri che Massimiliano Gallo, i 'buoni' di un racconto in cui il veleno è chiaramente sia concreto che morale." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 settembre 2017)
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