Vanishing on 7th Street

USA - 2010
3/5
Vanishing on 7th Street
Un black out colpisce l'intero pianeta terra e, una volta terminato, lo lascia deserto: non c'è più traccia di esseri umani. O quasi... un gruppo di superstiti si ritrova nella strada che dà il titolo al film, a Detroit, e cercheranno di resistere dall'oscurità che li sta per travolgere.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Specifiche tecniche: RED ONE CAMERA, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: HERRICK ENTERTAINMENT, MANDALAY VISION
  • Distribuzione: ONE MOVIE (2011)
  • Data uscita 29 Luglio 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Blackout: Detroit rimane al buio, e gli abitanti misteriosamente scompaiono. Tra abiti smessi e auto abbandonate, pochissimi i superstiti in carne e ossa:  il giornalista tv Luke (Hayden Christensen), il proiezionista Paul (John Leguizamo), la fisioterapista Rosemary (Thandie Newton) e il ragazzino James (Jacob Latimore), ovvero i quattro dell’Apocalisse al bancone di un bar ancora illuminato.
Ma non è la via della salvezza, quella Settima Strada potrebbe risucchiarli: è Vanishing on the 7th Street, diretto da Brad Anderson (L’uomo senza sonno) con mood giovanneo, derive teo-con e solida cornice sci-fi. Ci troverete Momo e l’atavica paura del buio, le tenebre che crescono come muffa e l’istinto di sopravvivenza, con regina, cavallo e re perché, comunque, fiat lux.
Già al festival di Torino, un film “strano”, a partire dallo status: perdereste, ma la scommessa che sia il pilot di un serial non è campata per aria. La drammaturgia lo fa intendere, nonché le digressioni dei personaggi, una scritta incomprensibile buona per episodi successivi, la regia di alto servizio televisivo e la sensazione dell’incompiuto, del “to be continued”: non è così, ed è croce e delizia di questa scomparsa.

CRITICA

"'Vanishing on the 7th Street' ben diretto da Brad Anderson ('L'uomo senza sonno') con inclinazioni evangeliche (l'apocalittico Giovanni), derive teo-con e una solida cornice science fiction. Mentre le ombre crescono davvero come muffa e l'istinto di sopravvivenza lotta a tutto campo, ne farete un sol boccone se vi è piaciuto 'Momo' e la paura del buio non è un ricordo d'infanzia. Oppure se vi piacciono i serial, perché questo film sembra un pilot: digressioni varie ed eventuali, una scritta incomprensibile buona per gli episodi successivi, e una regia di alto servizio televisivo. To be continued? Forse no, ma è un legittimo sospetto." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 28 luglio 2011)

"Variazione sulla trama post-apocalittica di "I'm a Legend", ma così rarefatta e oscura (in tutti i sensi: anche quello fotografico) da tenere a fatica l'attenzione dello spettatore. Malgrado il cast ricco e la regia del solitamente migliore Brad Anderson, un film di fantascienza che non lascia tracce." (Roberto Nepoti, 'Repubblica', 30 luglio 2011)
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