Valerian e la Città dei Mille Pianeti

Valérian et la Cité des Mille Planètes

FRANCIA - 2017
1,5/5
Valerian e la Città dei Mille Pianeti
XXVIII secolo. Valérian e Laureline sono inviati speciali per il Governo dei Territori Umani con il compito di mantenere l'ordine nell'Universo. Sotto la direzione del Ministro della Difesa, si imbarcano in un'ardua missione verso la città intergalattica di Alpha, la Città dei Mille Pianeti , una metropoli in velocissima espansione dove migliaia di specie diverse, provenienti da tutto l'universo, hanno unito i loro talenti, le loro tecnologie e le loro risorse per il bene comune. Sfortunatamente però, non tutti i 17 milioni di abitanti di Alpha condividono gli stessi valori e obiettivi. Forze oscure stanno per mettere in pericolo la specie umana e Valérian e Laureline sono chiamati a combattere contro il tempo per individuare questa minaccia e mettere al sicuro non solo Alpha, ma il futuro dell'universo...
  • Altri titoli:
    Valerian and the City of a Thousand Planets
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 2K, SCOPE
  • Tratto da: serie di fumetti "Valérian et Laureline" di Jean-Claude Mézières e Pierre Christin
  • Produzione: LUC BESSON PER STXFILMS, EUROPACORP, IN COPRODUZIONE CON VALÉRIAN SAS, TF1 FILMS PRODUCTION
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 21 Settembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Marzia Gandolfi
Luc Besson non ama la critica e al di fuori della sua ‘famiglia’ cinematografica non frequenta altra compagnia. Non è un caso che ciascuno dei suoi film tracci una linea di fuga. Sotto terra (Subway) o sott’acqua (Le Grand Bleu), questo grande enfant perdu dentro un mondo ostile vuole essere altrove e lontano. Esiste (anche) per questo un pianeta Besson che prende daccapo le distanze dalla realtà concependo uno spazio-opera abitato dal multiculturalismo di Star Wars.

Ma il confronto finisce qui, perché Valerian è azione sfrenata con messaggio romantico lontano-lontano dalla galassia interstellare di George Lucas. Budget faraonico e spreco epico, il nuovo science-fiction di Besson è l’adattamento del fumetto franco-belga Valérian et Laureline che ha ispirato numerose produzioni americane dopo la sua uscita in fondo agli anni Sessanta. Valerian ritrascrive con prodezza tecnica gli eventi contenuti nel sesto volume (“L’Ambassadeur des Ombres”): mandati in missione nella straordinaria città intergalattica di Alpha, due agenti spazio-temporali indagano sul mistero che minaccia l’esistenza di una colonia in cui convivono le principali civiltà dell’universo.




Scivolando progressivamente verso il mainstream puro, il cinema di Besson perde la vertigine interiore del suo tuffatore metafisico e trova i suoi colori saturi e primari: il bene, il male e ancora. Dal momento che non è sufficiente uccidere il male o soltanto vanificarlo, Besson cerca qualcosa per rilanciare, prendendosi tutta la libertà con i tic e i gadget indispensabili al genere o infilando deviazioni che portano al cuore della galassia-Rihanna con le sue multiple fogge e le labbra rosso vivo che accendono il desiderio insaziabile di Dane DeHaan. A immagine della camaleontica artista, Valerian scarta il racconto principale e cambia linea iscrivendosi in un movimento perpetuo dove la bizzarria volge presto in torpore. Cinema pop, semplicemente, Valerian riconferma Besson illustratore di un immaginario sprovvisto di astrazione.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: OCS, TF1.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JOHN GOODMAN (IGON SIRUSS), ELIZABETH DEBICKI (HABAN - LIMAI).

CRITICA

"(...) come spesso succede, il sogno tanto inseguito ha finito per sfuggire dalle mani del suo creatore e 'Valerian e la città dei mille pianeti' ha finito per assomigliare all'armadio dei giochi di un bambino, dove l'accumulo prende il posto dell'efficacia. (...) un film che nella sua durata (137') accumula (troppi) elementi e situazioni, come se Besson avesse voluto sfogarsi dopo la lunga attesa e non eliminare nessuna delle idee che aveva coltivato da cinquant'anni a questa parte. Arrivando a uno strano paradosso: che il film non dà un momento di tregua ma dà fortissima la sensazione di essere senza ritmo e senza centro. Dovrebbero essere i due giovani protagonisti a tenere le fila di tutto, ma lo fanno solo a livello narrativo, non a quello emozionale. Anche le loro schermaglie amorose (...) perdono forza e sembrano solo l'occasione per qualche dialogo nemmeno tanto divertente. Le invenzioni visive danno l'impressione dell'effetto saturazione, come se il regista fosse solo preoccupato di annullare quell'horror vacui che guida i consumatori seriali di videogiochi, non lasciando però allo spettatore il tempo di affezionarsi a niente e nessuno. Così alla fine restano in mente solo il trasformismo sexy di una Rihanna polipesca e l'insolita simpatia di tre alieni papereschi. Ma tra troppe citazioni (c'è mezzo cinema di fantascienza e non solo) si finisce per perdersi e rimpiangere i film di una volta, dove almeno l'eroe e l'eroina avevano il tempo di farci appassionare." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 19 settembre 2017)

"Già regista di film che hanno fatto tendenza ('Nikita', 'Léon'), Besson rinuncia a ogni sospetto di sceneggiatura sostituendola con scenografie a effetto, musiche invadenti, attori alla moda. Le prime sono quadri animati, belli a vedersi, dove collocare le evoluzioni del fumetto all'origine di questo teen-movie spaziale. Delle seconde, insopportabili, è responsabile Alexandre Desplat. Quanto ai terzi, che prestano i bei faccini a personaggi spessi come carta velina, si tratta di Dane DeHaan e della modella e 'top influencer' Cara Delevingne, col contorno di veterani e di Rihanna." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 21 settembre 2017)

"Quando gira e produce, Luc Besson lo fa in grande, altrimenti preferisce riposare leggendosi fumetti come faceva da bambino quando scoprì le avventure di Valerian. Dai tali ricordi infantili, infatti, ha realizzato il suo nuovo giocattolone, altamente sofisticato (3D, pluridimensionato, ipersensoriale) e dal budget mastodontico, che tanto se lo può permettere. Nulla da eccepire in quanto a spirito avventuroso di un action-science-fantasy che strizza l'occhio alla screwball sentimentale, ma lo spettatore adulto richiede altro. Ops, il film è per bambini: vedremo che ne pensano." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 21 settembre 2017)

"Il cinema è crudele. Non conta troppo che George Lucas e James Cameron abbiano rubato di tutto di più dal fumetto capolavoro 'Valérian et Laureline' del 1967 per i loro 'Guerre stellari' ed 'Avatar'. Sono comunque arrivati ben prima della trasposizione kolossal di Luc Besson (...). Purtroppo la trasposizione bessoniana tocca i nostri occhi fuori tempo massimo quando i 'ladri' Lucas e Cameron ci hanno dato ben di più rispetto a questa caotica space opera dall'ambizione ecologica. Pessimi i due protagonisti DeHaan e Delevingne (...). Dal grande Besson di 'Nikita' e 'Léon' ci aspettavano qualcosa di meno infantile e più vibrante." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 21 settembre 2017)

"Mamma mia, che pizza clamorosa. (...) Un film da mal di testa, che non si ferma mai, senza, però, approdare a nulla. Tanti effetti speciali, ma zero emozioni." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 21 settembre 2017)

"Saturo, ibrido, faraonico, stordisce. Pesa quanto costa. Meglio in 3D." ('Nazione-Carlino-Giorno', 21 settembre 2017)

"Un po' scontato nonostante la rutilante visionarietà, il film s'impenna grazie ai cammei (strepitoso quello di Rihanna)." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 settembre 2017)
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