Vacanze di Natale '95

ITALIA - 1995
Vacanze di Natale '95
Abbandonato dalla moglie Kelly, esasperata per la sua mania del gioco, Remo Proietti, romano, la segue sull'aereo per Aspen, dove lei va ad incontrare la sorella Michelle. Sul velivolo c'è Lorenzo Colombo, milanese, con Marta, la figlia adolescente fan di Luke Perry, che spera di incontrare il suo idolo nella celebre località del Colorado. Dopo uno scambio di valige ed equivoci vari, Remo perde un miliardo e duecento milioni giocando con Paolone, un amico italiano emigrato, mentre Lorenzo incontra Luke che gli affida una stramba amica, Jane; partecipa ad una originale gara di discesa con mezzi non regolamentari; resta in costume adamitico; finisce in galera e la figlia lo deve andare a recuperare. Frattanto Remo visto che Paolone in alternativa al denaro si accontenterebbe di una notte con Kelly per estinguere il debito pensa di sostituire la moglie, ad insaputa di questi, con Michelle, la gemella di Kelly. Ma costei viene espulsa dallo stato per immoralità e Kelly, venuta in possesso del contratto, lascia un biglietto a Remo dicendogli che onorerà il debito prima di allontanarsi per sempre. Lorenzo ha a sua volta convinto Luke a incontrare la figlia, e costei può ballare e farsi folografare col suo idolo prima del rientro. Kelly rivela a Remo, che ha preso a pugni Paolone, che il debito è stato estinto solo economicamente. Remo, incorreggibile, sei mesi dopo si ritrova con Lorenzo all'aeroporto, e si è giocato la casa, mentre Marta è diventata fan di Brad Pitt. I due restano a terra e decidono di andare in Brasile.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS PER FILMAURO
  • Distribuzione: FILMAURO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1995

CRITICA

"Ma rispetto ai precedenti capitoli, disseminati negli anni passati, il film è - se possibile - ancora peggio. Dispiace per Massimo Boldi che è, come sempre, assai bravo. Christian De Sica, invece, non pare più capace di svincolarsi da un personaggio-canaglia divenuto per lui, forse un'ossessione, di attribuirsi un portamento che non sia smanioso, intrattabile, sgraziato". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 24 dicembre 1995).

"Tutto sommato la parte più sgradevole è proprio quella di De Sica, dove si allude alla passione incontrollata per il gioco del grande padre Vittorio e c'è un personaggio, quello dello sprecato Paolo Bonacelli, che parla (chissà perché?) con l'accento toscano di Cecchi Gori senior". (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 21 dicembre 1995).
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