Vacanze d'estate

Il commendatore Adelmo Turati, ricco industriale di cioccolatini lassativi, si prepara a trascorrere una splendida vacanza al mare (a Palinuro); lungo il viaggio a bordo della sua curiosa spider egli incontra un autostoppista senza una lira, Cardinale, che gli si appiccica come un francobollo. I due viaggiatori incontrano poi una conturbante ragazza del nord, Olga, anche lei diretta nella località balneare. I tre giungono sul posto e si separano: Olga va nella villa del giudice Antonelli come ragazza alla pari; il commendatore nel suo albergo dove rivede una sua vecchia amica, la bella e disponibile cantante Messalina con la quale fa coppia fissa: Ma Cardinale ha deciso di non lasciarlo solo un attimo. Intanto la bella Olga conosce Valerio, il giovane medico della zona dongiovanni di professione, e Marco (figlio del giudice Antonelli) e la fidanzata di quest'ultimo Daniela. Olga fa colpo su Marco che ignora il lavoro della ragazza (la quale non sa che egli è il figlio del suo datore di lavoro) ma flirta con Valerio per ingelosirlo. Alla fine tutto si chiarisce; Olga e Marco (che lascia Daniela) possono amarsi senza ostacoli. Il commendatore Turati e il fido Cardinale proseguono nelle loro disavventure; ma un giorno il ricco industriale ingoia un tubetto di pastiglie e viene salvato per il tempestivo intervento di medici molto strani. Giunge la fine dell'estate: Olga decide di tornarsene a Milano, lascia quindi Marco che può tornare dalla sua Daniela che non ha mai smesso di aspettarlo. Il commendatore e Cardinale per una strana scommessa invertono le loro parti: sulla via del ritorno sarà il povero autostoppista a far da padrone con tutte le proprietà di Turati al quale non rimane altro che implorare comprensione dal suo ex "schiavo".
  • Durata: 89'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO A COLORI
  • Produzione: ANTHONY FILM INTERNATIONAL
  • Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALI - GENERAL VIDEO

CRITICA

"Inqualificabile commediola estiva, un rozzo depliant turistico di commovente idiozia, che per restare a galla s'aggrappa alle (infime) battutacce e alle tette delle protagoniste. Il povero e tutto sommato incolpevole Bombolo prende per sé tutte le sberle che sarebbe più giusto dividere fra tutti i componenti del cast. Regista Ninì Grassia, ovviamente compreso". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 27 agosto 2001)
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