Up

USA - 2009
4/5
Up
Il 78enne Carl Fredricksen decide finalmente di mantenere la promessa fatta alla moglie quando erano bambini e a realizzare il desiderio di una vita. Aggancia quindi migliaia di palloncini alla sua casa e vola via per raggiungere le zone selvagge del Sudamerica. Tuttavia, una volta raggiunta l'alta quota si renderà conto di avere a bordo un clandestino difficile da sbarcare, mentre imprevisti di ogni sorta renderanno sempre più difficile raggiungere la meta...
  • Altri titoli:
    Helium
    Là-haut
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: DISNEY DIGITAL 3-D
  • Produzione: PIXAR ANIMATION STUDIOS
  • Distribuzione: WALT DISNEY STUDIOS MOTION PICTURES, ITALIA
  • Data uscita 15 Ottobre 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Bruno Fornara
Volare via. Up è il decimo film della Pixar e il primo d'animazione ad aprire il festival di Cannes. Toy Story ha inaugurato la serie Pixar nel 1995. Da allora gli stregoni digitali non hanno sbagliato un colpo, con Nemo, Cars, Ratatouille, fino a Wall•e: e John Lasseter, sorridente patron storico della compagnia in camicia hawaiana, riceve a Venezia il Leone alla carriera. La Disney ha acquistato la Pixar nel 2006 ma, grazie a uno scambio di azioni, è Steve Jobs, fondatore della Apple e proprietario della Pixar, a ottenere una quota della Disney e ad assicurare libertà ideativa ai suoi uomini. Come sempre a Hollywood, sono storie di soldi e di grandi imprese, ma anche di idee. I film Pixar sono fatti di buone idee. Le tecnologie sanno rendere sfumature, forme, colorito umano, pori della pelle e finissimi capelli al vento. Così, il punto centrale non sta più nella tecnica, via via migliorata e migliorabile. Il punto sta, sempre di più, nella costruzione di buone storie, bei personaggi, attraenti sceneggiature e argute messinscene. Sta nel fare un buon film. Alla Pixar ci riescono (molto di più che negli studi tradizionali). Quelli della Pixar sono in gara con quegli altri della Dreamworks, quelli di Shrek e di Madagascar. Alla Dreamworks sono bravi nell'uso e riuso della parodia e dei generi. Alla Pixar sono più bravi con la fantasia e con i sentimenti. In Up, film aereo e avventuroso, ci sono fantasia, sentimenti (buoni e meno buoni) e persino qualche tocco di poesia cosmica. Firmato in coppia da Pete Docter, il regista di Monsters & Co, e da Bob Peterson, Up racconta di un vecchietto ottuagenario (che è già uno strappo alle convenzioni dell'animazione) di cui veniamo a conoscere la vita e la vita e la morte della moglie carissima (altra malinconica e tenera infrazione alle regole). Per mantenere una promessa alla signora, Carl vola verso le foreste del Sudamerica, lui, la sua casa sospesa a un grandioso grappolo di palloncini e Russell, ragazzino boy scout cicciotto e intraprendente (quelli della Pixar i ragazzini li fanno cicciotti). Prende il via la dimensione aeronautica, domonautica e avventurosa del film dove si incontrano civiltà perdute, le cascate Paradiso, uccelli preistorici che non sanno ancora volare, una ranasveglia e nemici canini e umani. Si diceva una volta che, con i cartoni animati, si ritornava tutti bambini. Davanti all'animazione della Pixar (come davanti a quella di Miyazaki) si può, a scelta, restare adulti o tornare bambini e godersela in ogni caso. Dire "è un film Pixar", almeno per questi primi dieci, è come dire film piacevole, intelligente, simpatico, moralmente sano, anche fantasiosamente ribelle. Via per i cieli, nonnino.

NOTE

- FILM D'APERTURA AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009).

- VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: GIANCARLO GIANNINI (CARL FREDRICKSEN), ARNOLDO FOA' (CHARLES MUNTZ), NERI MARCORE' (DUG), ARTURO VALLI (RUSSELL).

- GOLDEN GLOBE 2010 COME MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE E PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA.

- OSCAR 2010 PER: MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE E COLONNA SONORA. IL FILM AVEVA OTTENUTO ALTRE TRE NOMINATION: MIGLIOR FILM, SCENEGGIATURA ORIGINALE E MONTAGGIO SONORO (MICHAEL SILVERS E TOM MYERS).

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2010 COME MIGLIOR FILM IN 3D.

CRITICA

"Un po' 'Gran Torino' di Clint Eastwood un po' Spencer Tracy 'ma anche Walter Matthau e James Coburn, insomma i nostri nonni migliori, dice uno dei due registi Bob Peterson. Senza dimenticare il nonno francese Charles Aznavour che gli dà voce. 'Up' è una fiaba niente affatto zuccherosa sulla vecchiaia risentita, che non sa e non vuole adattarsi alla modernità. Cui però basta l'incontro con un'adolescenza altrettanto risentita per regalare e regalarsi un'ultima chance. Attaccata all'esile filo di un palloncino." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 14 maggio 2009)

"Il regista Pete Docter, un giovane spilungone con le orecchie di Dunbo ha esordito conil magnifico 'Monster & Co.', candidato all'Oscar, e ha partecipato alla realizzazione di 'Toy Story', 'Bug's Life' e ad altri fono al capolavoro 'Wall-E'. (...) Il suo 'Up' segna il punto di svolta nella produzione Pixar, a parte il 3d. Non più creature mostruose e oggetti animati, come la lampada che fa da logo alla società di Emeryville, e nemmeno animali antropomorfi ma l'evoluzione del robot-spazino, la sentinella della terra desertificata dall'ingordigia umana. E' uno spazio filosofico quello aperto da 'Wall-E' e da 'Up', un campo di attrezzi mobili, di memorie visive e direttive politiche. Carl dimenticherà per tornare a ricordare cos'è che vale davvero, il clandestino Russell, senza un padre presente, al quale può insegnare al posto del suo figlio mancato. La società è multietnica, il resto è terzo reich ." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 14 maggio 2009)

"Azione e gag in abbondanza, ecco la ricetta; però la punteggiatura da pause di calma che, a tratti, evocano Miyazaki. Quanto alla morale, stavolta è addirittura doppia. La prima, quella familiare cara a Hollywood, anche la vita domestica e l'amore coniugale sono un'avventura. La seconda, più insolita; prima o poi arriva il momento di salutare il passato e concedersi a nuovi affetti." (Roberto Nepoti, la Repubblica', 14 maggio 2009)

"'Up' è in 3d e non si nota. E' il complimento sommo. Non ci sono i soliti effettacci in rilievo studiati apposta per spaventare la gente. C'è un approccio al 3d morbido, che lavora sulla profondità di campo, sugli abissi, sulla grandezza del mondo. (...) Come spesso capita con i film Pizar, 'Up' ha almeno due livelli di lettura: è un'avventura comica nello spirito di Jules Verne e Paperino ma è anche un film sull'elaborazione del lutto. Infondo Carl fa tutto per Ellie, la moglie adorata che più di lui sognava di vedere le meraviglie del mondo ma se n'è andata troppo presto." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 14 maggio 2009)

"Diretto da Pete Docter e Bob Peterson con la supervisione di John Lasseeter, spettacolare e poetico, 'Up' ha tutti gli ingredienti per piacere al pubblico dai sei agli ottant'anni e cavalca con mestieri i vari generi del cinema: commedia, western, avventura, storia d'amore, anzione. Impossibile non innamorarsi del protagonista." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 14 maggio 2009)

"Non si creda che la Pixar qui abbia voluto rinunciare con una storia 'elementare' alla sua rivoluzione: in questo caso, infatti, lo sguardo al futuro è tutto visivo. 'Up' è il loro primo film 3d un salto nella nuova tecnologia che potrà dar loro mezzi creativi ancor più potenti. Solo loro potevano scegliere la tridimensionalità in una storia che non ne aveva la necessità, solo loro dare i ruoli a un bimbo cicciotto e goffo. Stanno scrivendo la storia del cinema e noi la leggiamo in diretta, non ci resta che rivolgere loro l'augurio che Ellie, dalle pagine di un album fotografico, rivolge al marito Carl. 'Grazie per questa splendida avventura. Ora ne inizia un'altra'." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 14 maggio 2009)

"Primo film in 3 D della Pixar, lo studio cinematografico più in forma del nuovo millennio (ma in 2 D è perfino meglio), lo strepitoso 'Up' rovescia tutti i luoghi comuni dell'animazione, nel racconto come nelle immagini, con un'audacia e un divertimento che lasciano lo spettatore a bocca aperta. Ma ha fatto storcere il naso ai businessmen di Wall Street ancor prima di uscire, con conseguente caduta in Borsa dei titoli della consociata Disney: come si può raccontare una bella favola se il protagonista è un vecchietto male in arnese che si ostina a vivere nella sua casetta assediata dai grattacieli, e la sua spalla un bimbetto imbranato e obeso, per giunta con gli occhi a mandorla come il piccolo compagno d'avventure di Clint Eastwood in 'Gran Torino'? Per fortuna alla Pixar hanno molta più immaginazione che a Wall Street e sanno giocare da maestri con le aspettative degli spettatori. (...) I geni della Pixar creano ambienti e personaggi irresistibili. Un uccello gigantesco e variopinto (l'occhio fisso e insieme espressivo della creatura è una delle meraviglie del film), cani che non abbaiano ma parlano grazie a uno speciale collare, con giochi esilaranti sulle voci e i ruoli sociali, un dirigibile mirabolante. E gag, azione, sorprese continue. Compresa un paio di (fugaci) apparizioni del sangue. Avete mai visto sangue in un film d'animazione? Solo la Pixar poteva osare tanto. 'Chapeau!'" (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 ottobre 2009)
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