Uomini & donne

Trust the Man

USA - 2005
Uomini & donne
Coppie in crisi a New York. Rebecca e Tom sono sposati e hanno due bambini. Lei è una celebre attrice e si sta preparando per uno spettacolo a Broadway, mentre lui si occupa della casa e dei bambini ed è ossessionato dal sesso. Tobey, il fratello di Rebecca, scrive per una testata sportiva ed è fidanzato con Elaine da diversi anni. La loro relazione è giunta però ad un critico bivio: Tobey non ha nessuna intenzione di affrontare la vita adulta, mentre Elaine vorrebbe mettere su famiglia. A minare le già fragili fondamenta delle due coppie intervengono Faith, l'ex ragazza di Tobey, e Pamela, la mamma single di una compagnetta d'asilo del figlio di Tom e Rebecca...
  • Altri titoli:
    Uomini & donne - Tutti dovrebbero venire... almeno una volta!
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Produzione: SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, PROCESS PRODUCTIONS
  • Distribuzione: MOVIEMAX (2006)
  • Data uscita 3 Novembre 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Stare (o non stare) insieme a Manhattan: è questa la sinossi di Uomini & Donne, commedia sentimentale firmata da Bart Freundlich. Dopo l'esordio I segreti del cuore e World Traveller, il regista dirige per la terza volta Julianne Moore, sua moglie dal 1997. Accanto a lei, un ottimo cast con David Duchovny, Maggie Gyllenhaal, Billy Crudup, Eva Mendes ed Ellen Barkin impegnati, chi da protagonista, chi da antagonista, a riscrivere le regole della convivenza amorosa. Che non è facile si sa, o almeno si dovrebbe sapere, ma sullo schermo è una consapevolezza che apre scenari usurati, esausti, non più capaci di offrire prospettive minimamente interessanti. Tra dicotomie (rigorosamente al femminile) carriera-famiglia, casalinghi affetti da priapismo, ragazze che studiano da spose e ragazzi "io vivo alla giornata", Uomini & Donne si avvicina pericolosamente all'omonimo televisivo targato Maria De Filippi. Forse per una perfetta congruenza mancano solo i tronisti, ma a Manhattan ormai impera (sic!) l'übersexual, per cui tocca accontentarsi. Il titolo originale suona Trust The Man: un buon consiglio, da non prendere ironicamente, eccetto che per Freundlich. Peccato, perché gli attori sono affiatati, le musiche dell'aronofskyano Clint Mansel suggestive, qualche sequenza - quelle mutuate dalla propria vita privata, Freundlich dixit - perfino gustosa, ma il rosa ineluttabilmente stinto.

CRITICA

"Quanti modi conoscete per far passare ogni fantasia al vostro sposo, amante o fidanzato? Questa commedia modaiola ambientata nell'immancabile Manhattan ne presenta alcuni inconsueti tipo insistere sui dettagli sgradevoli delle attrici se Lui infila una cassetta porno nel registratore, si benda e vi chiede di descrivergli cosa succede... Ma è la cosa più divertente del film. Che per il resto naviga a vista fra nevrosi di coppia, terapie di gruppo (per sessodipendenti, c'è bisogno di dirlo?) e infelicità singole. Perché naturalmente in amore siamo tutti molto vulnerabili. E fra un tradimento e una riconciliazione i nostri vitelloni postmoderni ma benestanti trovano modo per farsi piantare dalle loro signore e soffrire anche un po', giusto il minimo indispensabile. Mentre il massimo lo danno in vezzi, smorfie, mossette, battutine, battutacce, che disegnano un quadro aggiornato del peggior birignao made in Usa. Va bene farsi dirigere dal proprio marito (Freundlich è sposato a Julianne Moore), e coinvolgere anche altri colleghi eccellenti. Ma la prossima volta, pietà, che qualcuno si prenda sul serio almeno un minuto. Altrimenti è dura far ridere, figuriamoci pensare." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 novembre 2006)

"Una cascata di parole, di concetti appena accennati, di battute a vuoto e qualcuna memorabile è il contenuto della commedia americana, o meglio newyorchese, di Bart Freundlich 'Uomini & donne'. (...) Non succede molto in questa situation comedy di stampo televisivo e gli interpreti, ben sintonizzati, sembrano capitati in un film di Woody Allen senza che lui sia al corrente della cosa. Una trappola per topi, un inganno della sceneggiatura che scimmiotta 'Sex & the City', che è già a sua volta una visita guidata nel mondo di Woody Allen. Ed il regista è il marito della protagonista Julienne Moore." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 3 novembre 2006)

"Chi non è più giovanissimo ricorda che a suo tempo per bollare certi soggetti di genere melò veniva usato l'aggettivo ottocentesco. Ebbene, il futuro è già cominciato: fra i commenti su internet intorno al film 'Uomini & donne' spunta come negativa connotazione di anzianità il termine novecentesco. Evidentemente il riferimento al '900, già vessillo delle avanguardie, appartiene ormai a un passato che invecchia a vista d'occhio. E fuori moda risulta dunque la cinecommedia di Bart Freundlich dove troviamo due coppie impelagate in problemi di sesso e sentimenti che gli shrinks (psicoanalisti) non riescono a sbrogliare. Di fronte a un plot fra amarognolo e dolciastro ambientato a Manhattan il pensiero corre a 'Io & Annie' ed è giocoforza constatare che dal giorno in cui quel classico vinse quattro Oscar sono trascorsi quasi trent'anni. Accertato che la commedia freudiana di ambiente newyorkese è obsoleta viene da chiedersi se è invecchiata anche la psicoanalisi. (...) Tornando al film, se 'Io & Annie' adombrava il vero innamoramento dell'autore per l'effervescente Diane Keaton, anche 'Uomini & donne' svela un'ispirazione autobiografica. Infatti Julianne Moore, incarnante la diva hollywoodiana Rebecca ansiosa di affermarsi sulle scene della Grande Mela, è nella vita la consorte di Freundlich regista del film. Qualcuno ne ha tratto la conclusione che il bizzarro matrimonio con Tom (David Duchovny), il quale babysittereggia i figlioli a casa mentre lei va alle prove, rispecchi la realtà di un rapporto altalenante come sempre quando si mescolano sentimenti, sesso e carriere. (...) Non indugio sugli sviluppi del copione, che pur garantendo qua e là qualche sorriso, dovuto soprattutto alla bravura degli interpreti, non riservano particolari sorprese. (...) Ma come mai i coniugi Freundlich, Bart e Julianne, non hanno previsto che fare un film alla Woody Allen senza Woody Allen sarebbe stato come fare la lepre in salmì senza la lepre?" (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 3 novembre 2006)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy