Uno zoo in fuga

The Wild

USA - 2006
Uno zoo in fuga
Il leoncino adolescente Ryan vive nello zoo di New York con il padre Samson, un leone adulto che grazie al suo ruggito selvaggio è una delle principali attrazioni del parco. Ryan vorrebbe imparare a ruggire come il suo fiero papà, eroe della savana, ma tutto quello che la sua gola riesce a produrre è un tenero miagolio di cucciolo. Una sera Ryan, frustrato e deluso dopo una discussione con Samson e convinto che un'esperienza nella savana potrebbe aiutarlo a tirare fuori la sua 'voce' leonina, si rifugia in un container che deve essere spedito in Africa. Tuttavia, non appena il container inizia il suo viaggio, Ryan si rende conto che il suo posto è accanto al padre nel sicuro recinto dello zoo. Samson, insieme al suo gruppo di amici formato da una giraffa, un'anaconda, un koala e uno scoiattolo, fuggono dallo zoo per cercare di salvare il cucciolo, cacciandosi in una pericolosa avventura...
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: C.O.R.E. FEATURE ANIMATION, COMPLETE PANDEMONIUM
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (2006)
  • Data uscita 13 Aprile 2006

CRITICA

"È imbarazzante questo cartoon Disney di Steve Spaz Williams, perché la prima parte è "Madagascar" e la seconda "Re Leone". Uguale il taglio delle inquadrature, la complicità della fauna (scoiattoli, anaconda, koala), lo sviluppo narrativo. In più, il papà leone che cerca il figlioletto in fuga dallo zoo alla giungla è uguale alla ricerca di Nemo. Cloni senza fantasia, animaletti buffi in audaci flirt, coraggio e viltà e i poveri gnu che vogliono fare un salto di classe gastronomico. Ricky Tognazzi è il leone e la Littizzetto fa la sfacciata giraffa." (Maurizio Porro, "Corriere della Sera", 13 aprile 2006)

"Uno zoo in fuga" è impossibile non pensare a "Madagascar", il campione d'incassi DreamWorks dello scorso anno: entrambi i film sono ambientati nello zoo di New York, la meta degli animali evasi è sempre l'Africa e anche questa volta nel gruppo in fuga ci sono un leone e una giraffa. E, last but not least, c'è perfino un koala che prende il sole con lo specchio abbronzante, proprio come i pinguini di "Madagascar". Una scopiazzatura? Sicuramente no: per realizzare questi cartoni animati in computer grafica, ci vogliono troppi anni di lavoro, il tempo dall'uscita del film DreamWorks ad oggi non sarebbe bastato mai. Ma che ci si trovi di fronte all'esito di una fuga di notizie, avvenuta chissà quanto tempo fa, è sicuro. Accadde infatti anche nel 1998, quando sia Dreamworks che Walt Disney-Pixar uscirono praticamente in contemporanea con "Zeta la formica" e "A bug's life". Diciamocelo: la teoria delle coincidenze, francamente, non regge. Ma, detto questo, il cartoon Disney, debutto alla regia del veterano degli effetti speciali Steve "Spaz" Williams (autore del T-rex del primo "Jurassic Park") convince. Perché, a differenza di altri film che, affidandosi alla grafica computerizzata per metter in mostra la tecnologia finiscono con il non raccontare le storie, in "Uno zoo in fuga" il mezzo non è l'elemento centrale: Williams si rifà a un modo più classico di intendere l'animazione e mette in scena una frenetica giostra di battute e situazioni paradossali, tese ad insegnare ai più piccoli il valore della sincerità e dell'amicizia. Una curiosità: il leone Samson ha addosso più di 6 milioni di peli, elaborati in digitale uno per uno, ma il primato spetta a un barboncino, che ne ha ben quattordici milioni." (Roberta Bottari, "Il Messaggero", 14 aprile 2006)
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