Universitari - Molto più che amici

ITALIA - 2013
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Universitari - Molto più che amici
Carlo, Faraz e Alessandro, sono tre studenti universitari fuori sede che abitano insieme a "Villa Gioconda", una ex clinica in disuso che la padrona ha deciso di affittare agli studenti, esclusivamente maschi, che vengono da fuori. La convivenza tra loro è piuttosto facile, ognuno col proprio disordine, con le proprie non-regole e con il proprio 'metodo di studio'. Le cose, però, stanno per cambiare: la padrona di casa ha deciso, infatti, di aprire gli alloggi anche alle ragazze e il loro universo maschile sarà così stravolto dall'arrivo di Francesca, Giorgia ed Emma...
  • Altri titoli:
    Universitari - Amori in corso
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MARCO BELARDI PER LOTUS PRODUCTION, MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 26 Settembre 2013

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
“Molto più che amici”, come no, addirittura universitari, domiciliati (in nero) a Villa Gioconda, ma drammaturgicamente residenti a Villa Arzilla, o giù di lì. Sono le nuove forme di vita apparse sul pianeta Moccia: vergato con Ilaria Carlino, diretto in prima persona singolare dallo scrittore-regista, Universitari piazza nella Villa Gioconda un assortito gruppo di fuorisede, poco avvezzi ai libri, molto più alle gioie e i dolori della studentesca vita: il cineasta in attesa di diploma al CSC Simone Riccioni, l'iraniano che studia ingegneria nucleare Brice Martinet, il traffichino cannaiolo Primo Reggiani, la suorina di Sora Sara Cardinaletti, la wannabe velina casertana Maria Chiara Centorami e la “calabrese internazionale” (copyright Moccia) Nadir Caselli.
Un bel mazzo di caratteri, da cui Moccia Federico estrae il jolly: le contestazioni patite sul set alla Sapienza, per legge del contrappasso, accentuano ancor più il proverbiale disimpegno del Nostro, che innalza l'età dei personaggi, ma non viene meno al cuore, se “l'unica cosa veramente nostra al giorno d'oggi è l'amore”. Eh, ammmooore ch'a nullo amato… Potrebbe essere piazzato ovunque tra Marte e Venere, questo nuovo satellite di Moccia, tanto latita un'indicazione geografica tipica, una denominazione sociale che non sia quella del Paese dei Balocchi e dei Bamboccioni.
Tutto il resto, oltre a noia, è inverosimile che più fake non si può: l'iraniano in questione ha una borsa di studio da 50mila dollari tenuta in caldo a Teheran e vagheggia un esplosivo futuro da ingegnere nucleare negli States. Vabbè, direte, i rapporti Iran – Usa si stanno rasserenando: il patto d'amicizia  tra Washington e Tehran verrà stretto a Ponte Milvio con debito lucchetto. Sì, Moccia ha l'occhio geopolitico lungo, ma per trovare uno squarcio di Italia tra questi Universitari serve il binocolo. Per il cinema, viceversa, non basta Hubble. E per questi studenti nemmeno Dio: mocciati tutti, per colpa del prof.

NOTE

- FILM REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE FINANZIARIA DI IMPREBANCA SPA.

CRITICA

"Come prima, peggio di prima, Moccia continua a mettere in tavola la sua gioventù carina, sbarazzina, insistente e inesistente con battute vecchie da anni 30. La convivenza di sei ragazzi (Universitari? Ma di che?) con le complicazioni del caso e famiglie peggio che nei melodrammi di Matarazzo. Infastidisce che il regista prenda a prestito la realtà più drammatica per farne una battuta, che non fa ridere." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 26 settembre 2013)

"Improbabile quasi tutto. Come la villa un po' decaduta ma sontuosa dove il nostro gruppetto di universitari fuori sede vive. (...) Malintesi e attrazioni. Almeno un paio delle quali andranno a segno. Improbabile ma scorrevole. Qualche scivolata retorica di troppo ma nel complesso i sei personaggini stanno in piedi. Moccia conferma che nel suo campo (accenni problematici sì, ma mai calcare la mano) sa il fatto suo." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 26 settembre 2013)

"Benvenuti a Villa Gioconda, dove i libri no, ma tutto il resto si spreca: vita da fuorisede, il cineasta in erba Simone Riccioni, l'iraniano nucleare Brice Martinet, il traffichino Primo Reggiani, l'abatina di Sora Sara Cardinaletti, la romantica velina Maria Chiara Centorami e la 'calabrese internazionale' Nadir Caselli condividono gioie, amori e dolori degli 'Universitari', titolo dell'ultima fatica - più per noi - dello scrittore-regista Federico Moccia che prosegue sulla via del disimpegno, elogia il gruppo, anzi, la famiglia creata ex novo da questi studenti, ma se la Villa è Gioconda, pure la scritta sulla fronte del film: un'Italia iperuranica, e non solo quella, dato che un iraniano ha una borsa di studio di 50mila dollari che lo aspetta a Teheran e un futuro da ingegnere nucleare negli Usa. Non è l'unica bomba del film, ma forse nemmeno i 'mocciosi' stavolta gradiranno." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 agosto 2013)

"Passano gli anni e Federico Moccia passa dai liceali di tanti successi agli 'Universitari' dell'Italia 2013. Uno pensa: adesso il cantore del giovanilismo scoprirà il nichilismo di una generazione con il lucchetto al futuro. Invece no: a Villa Gioconda si incontrano per la convivenza coatta studenti fuori sede ma ancora dentro la speranza (...). Seguono amorazzi, litigi e abbracci catartici in nome del nemico comune: la paura. Moccia non molla. La sua voglia di sorridere è ammirevole e mai banale. C'è una immensa Paola Minaccioni (affittuaria di Villa Gioconda) in versione Bette Davis, cioè pazza e assassina. Quando è in scena, il film decolla. Che Moccia sia pronto per le psicopatologie degli adulti?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 26 settembre 2013)

"Desolante commediola di rara inconsistenza, scritta e diretta da Federico Moccia, recidivo cantore delle banalità giovanili. A Roma dividono l'ex clinica trasformata in villa, sei universitari, tre ragazzi e tre ragazze. Ciascuno con piccoli o grandi problemi, ma un anno passa in fretta. Molto più lento scorre il film, dominato dal romanesco." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 26 settembre 2013)

"Assai modesto 'Universitari - Molto più che amici' di Federico Moccia che cerca un pubblico più adulto, ma confeziona ancora una volta un film scollato dalla realtà, penalizzato da una sceneggiatura da sit-com, dialoghi inascoltabili e nessuna idea di regia." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 27 settembre 2013)

"Lista dell'improbabile e dell'ovvio, con spray di goliardismo e moralismo, meticciato e ciociaro in ambiente giovanil-studentesco secondo la penna di Moccia. Che vede le rane tra le stelle. Tre ragazzi, tre ragazze, una casa, genitori assenti o assillanti, separazioni, bisticci inerti, ambizioni tenerelle, il solito spinello, flirt e lutti per agganciare il pubblico in trasferta dal salotto fiction alla sala, senza differenza. 'Poveri ma belli' spot, però Dino Risi si rivolta nella tomba. La cinepresa è 'spenta' su faccine d'attori freschi chiamati dalla sceneggiatura a dimenticare la forma giusta per dire le cose. Tutti sono fuori da tutto, dalla realtà per incominciare, a partire dai vaghi cenni sulla compravendita di esami. Mah. Moccia vince al botteghino. L'Italia perde tempo." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino- Giorno', 27 settembre 2013)
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