UNICO INDIZIO LA LUNA PIENA

SILVER BULLET

USA - 1985
In una cittadina di provincia americana, inizia improvvisamente un'atroce serie di delitti, che tra gli abitanti del posto sparge una vera e propria psicosi del mostro. La polizia non riesce a scoprire nulla: si organizza anche una "battuta" in piena regola, che però si risolve tragicamente con altri quattro morti. L'unico che - prima per immaginazione, poi con certezza - capisce che il folle deve essere un "lupo mannaro" è il piccolo Marty Coslaw, un undicenne handicappato che una sera si trova faccia a faccia col mostro, riuscendo a ferirlo ad un occhio. La prima a raccogliere le confidenze di Marty, è sua sorella maggiore, Jane (da sempre gelosa del fratello, troppo "coccolato", a suo parere, dai genitori), la quale gli crede. Non solo: Jane si mette in giro per la cittadina allo scopo di tentare di scoprire una persona con un occhio ferito (ossia un lupo mannaro in versione "normale"). E la trova nel reverendo Lowe, il pastore del paese; il quale, intuendo di essere stato smascherato, cerca di uccidere il piccolo Marty, senza riuscirci. I due ragazzi, a questo punto, si confidano con lo zio Red, il fratello più piccolo della loro madre per il quale Marty stravede; ma zio Red stenta ad accettare il racconto dei due ragazzi. Solo per la loro insistenza, zio Red si convince a prendere un po' più seriamente la cosa; e quando anche per lui tutta la storia, benché incredibile, inizia a diventare attendibile, si reca dallo sceriffo per invitarlo a "dare un'occhiata" al reverendo. E lo sceriffo scopre in effetti qualcosa, ma viene ucciso. A questo punto, scomparso lo sceriffo, i due ragazzini convincono lo zio a far preparare un proiettile d'argento (l'unico capace di uccidere un lupo mannaro), e aspettano la successiva notte di luna piena, sicuri che il lupo mannaro si faccia vivo per ucciderli. Nella lotta finale tra il mostro, lo zio Red, Marty e Jane, il lupo mannaro soccombe.

CAST

NOTE

L'AUTORE DELLA SCENEGGIATURA E' LO SCRITTORE STEPHEN KING, CONSIDERATO IL "RAGAZZO D'ORO" DELLA MODERNA LETTERATURA FANTASTICA. GLI EFFETTI SPECIALI DEL FILM, REALIZZATI DA UNA SQUADRA MISTA DI TECNICI ITALIANI E AMERICANI, SONO STATI SUPERVISIONATI DA CARLO RAMBALDI.

CRITICA

La trama è scontata e il ritmo si affida agli effetti speciali che hanno il grosso limite di non suscitare né suspence né sorpresa, rimpiazzata da scene di massacro e di truce violenza. (Segnalazioni Cinematografiche)
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