Una soluzione razionale

Det enda rationella

SVEZIA - 2009
3/5
Una soluzione razionale
Due amici e colleghi - Erland, sposato con May, e Sven-Erik, sposato con Karin si trovano catapultati in una bizzarra situazione: Erland e Karin hanno una relazione e per questo le due coppie decidono che vivranno tutti insieme sotto lo stesso tetto e affronteranno una nuova vita in comune. Tuttavia, l'esperimento metterà tutti loro a dura prova.
  • Altri titoli:
    A Rational Solution
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: HEPP FILM AB, PANDORA FILM, BLIND SPOT PICT, LUCKY RED, JENS JONSSON AB, FILMIMPERIET AB
  • Distribuzione: LUCKY RED - DVD: LUCKY RED (2010)
  • Data uscita 9 Settembre 2009

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Scene da due matrimoni: dalla Svezia, arriva il ménage à quatre di Jorgen Bergmark, Una soluzione razionale. Titolo velatamente sarcastico, ma solo per gli spettatori: perché Erland e la moglie May, direttori di una scuola matrimoniale alla Chiesa Pentecostale, e i neosposi Karin e Sven-Erik, credono davvero alla convivenza multipla, con tanto di Decalogo Dogma-relazionale, cui si costringono per circoscrivere – e possibilmente estinguere- la passione scoppiata tra Erland (Rolf Lassgard) e Karin, l’intensa Pernilla August.
Già interprete di Fanny e Alexander e Con le migliori intenzioni, è la August a mettere in campo il versante bergmaniano della Soluzione, che scava nei turbamenti di giovani vecchi (i protagonisti sono  dei 50enni) travolti dal “solito” destino sentimentale. Parallelamente, il co-sceneggiatore Kitchen Stories, all’esordio in regia, sceglie l’ironia: mimica, minimalista e (ir)razionale.
Il risultato? Un invito alla moderazione – al massimo ci scappa il suicidio, a queste latitudini il delitto d’onore è uccel di bosco – e il teorema dell’ineluttabilità: “Del doman non v’è certezza, chi vuol esser lieto sia…”. E questo vale a tutte le latitudini, almeno quelle affettive. 

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 24MA 'SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA' (VENEZIA, 2009).

CRITICA

"Questo argomento all'inizio così curioso l'ha pensato un noto e premiato sceneggiatore svedese, Jens Jonsson, che ha dosato caratteri e situazioni con mano felice, aggiungendovi anche uno spunto fra l'ironico e il polemico (...). L'esordiente Jörgen Bergrmark, con la sua regia, vi ha lavorato attorno con un realismo quieto, attento a disegnare con finezza tutte le sfaccettature anche le più riposte dei quattro personaggi e anche quando deve proporcene le crisi, tenendosi - sempre in cifre quasi tranquille dosando con calma il momento in cui sulla razionalità prevarranno i sentimenti. Gli interpreti convincono, specialmente Pernilla August, che è Karin, vista più volte in film di Bergman." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 settembre 2009)

"Film svedese, mattone certo. Puntuale la conferma con la commedia 'Una soluzione razionale' (...). Gli sbadigli superano di gran lunga i sorrisi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 settembre 2009)

"«Non provateci a casa», ha avvertito il regista svedese prima della proiezione a Venezia (sezione 'Settimana della critica'). Sottoscriviamo la raccomandazione: se per caso siete sposati, e se per caso frequentate una coppia sposata, e se per caso il marito della coppia A commette adulterio con la moglie della coppia B, meglio non decidere di vivere tutti e quattro assieme. Magari stilando un preciso decalogo di regole, che impongono 'sesso solo in camera da letto e senza far rumore', 'segretezza assoluta con gli estranei', 'assoluta sincerità'. Ecco la soluzione razionale del titolo, ovvero 'mettiamoci tutti e quattro attorno al tavolo e discutiamo apertamente', atteggiamento che fa più danni dell'atomica. (...) Il regista svedese sistema crudelmente le tessere del puzzle: non c'è nulla di più promettente, dal punto di vista narrativo, di adulti che si ficcano da soli nei guai, pieni di buone intenzioni a cinquant'anni passati. (...) Gli attori sono tutti bravissimi (quanto scarsi di glamour e di trucco), la fotografia butta sul grigio, gli interni sono spartani, il mare gelido. (...) la storia c'è, e le emozioni pure, alla faccia del titolo." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 19 settembre 2009)
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