Una ragione per vivere e una per morire

ITALIA, SPAGNA, FRANCIA - 1972
Una ragione per vivere e una per morire
L'ex colonnello nordista Pennbroke, già comandante di Fort Holman, è stato radiato dall'esercito perché ritenuto colpevole di essersi arreso senza combattere al maggiore sudista Worth. In realtà gli aveva ceduto le armi soltanto perché il nemico teneva in ostaggio suo figlio. Evaso dal campo in cui è internato, egli finisce, ingiustamente accusato di furto, nelle mani di un ex collega il quale, vigendo la legge marziale, dovrebbe condannarlo a morte. Tacendogli la verità, Pennbroke convince l'ufficiale a dargli una possibilità di riscatto consentendogli di tentare la riconquista di Fort Holman. Si fa quindi assegnare dieci uomini (fra i quali colui, ladro davvero, anche se per fame, che lo aveva incolpato), già condannati all'impiccagione per reati vari. Facendo balenare ai loro occhi la possibilità di arricchirsi, Pennbroke (che in verità può contare soltanto sulla lealtà del ladruncolo che ora gli è amico) comvince i malfattori a seguirlo e con il loro aiuto riesce a penetrare nel Forte - presidiato da centinaia di soldati e da un complicato sistema d'allarme - distruggendo l'intera guarnigione e uccidendo Ward. Al termine della battaglia, Pennbroke e l'amico saranno però i soli ancora in vita.
  • Altri titoli:
    A Reason to Live, a Reason to Die
    Una razón para vivir y una para morir
    Der dicke und das Warzenschwein
    Massacre at Fort Holman
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN
  • Specifiche tecniche: CINESCOPE, TECHNICOLOR
  • Produzione: SANCROSIAP, TERZA FILM (ROMA), EUROPRODIS (MARSIGLIA), CORONA FILMPRODUKTION (MONACO), ATLANTIDA FILM (MADRID)
  • Distribuzione: CIDIF - CREAZIONI HOME VIDEO

CRITICA

Dalle note di regia: "Carlo Pedersoli faticò molto per starmi dietro, non capiva perchè lo usassi così, lui che non era abituato, doveva sapere la parte a memoria. Con Coburn invece il rapporto fu pessimo."

"Il film è abbastanza solido nella sua sia pur risaputa costruzione ed efficace nelle sequenze-chiave; però il tono oscilla tra il drammatico e il comico e i personaggi sono troppo caratterizzati a scapito della verosimiglianza." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 75, 1973).

"Western all'italiana, per l'occasione infarcito però di famosi attori americani e con una storia risaputa." ('Famiglia tv').

"Dignitoso spaghetti-western di Tonino Valerii." ('Tv Radiocorriere').
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