Una questione d'onore

ITALIA - 1965
Una questione d'onore
In un paese della Sardegna le famiglie Sanna e Porcu si stanno man mano reciprocamente sterminando a causa di vecchi screzi. Ma don Leandro Sanna, unico superstite della sua famiglia vivente in paese, per evitare di essere aggredito da Egidio Porcu, induce Efisio, un uomo onesto, ad uccidere questi in cambio d'un suo appoggio per lo scagionamento di un delitto non commesso. Efisio, entrato in paese in occasione d'una festa, anziché uccidere la vittima designata, passa la notte con la propria moglie. L'uccisione di Egidio Porcu, compiuta da uno sconosciuto, mette Efisio in una posizione equivoca di fronte ai paesani i quali, ignorando la sua presenza in paese all'epoca dell'assassinio, attribuiscono la maternità di Domenicangela ad un intruso e pretendono una vendetta d'onore da parte del marito. Efisio, non potendo rivelare la verità senza contemporaneamente vedersi attribuito l'assassinio di Egidio, tenta invano di castigare la moglie della presunta infedeltà per mezzo di violenti alterchi e di feroci insulti: disprezzato da tutti e persino dalla vecchia madre, nonché dai fratelli della moglie, incapace di rimediare in un qualsiasi modo all'ingiusto disonore, pazzo di dolore, dopo aver gridato agli impassibili compaesani la loro barbarie, colpisce a morte la moglie innocente.
  • Altri titoli:
    A Question of Honour
    Una cuestión de honor
    Question d'honneur
    Sardische Blutrache
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR
  • Produzione: MEGA FILM, ORPHEE PRODUCTION
  • Distribuzione: PANTA - VIVIVIDEO
  • Vietato 14

CRITICA

"[...] Se c'era una situazione che mal si prestava alla satira epidermica e alla facile irrisione era quella di certi chiusi lembi pastorali della Sardegna [...] da parte di un film con propositi civili [...]. E' vero che il discorso di fondo di Zampa [...] si nutre di succhi giustificatamente acri e resta validissimo in linea di principio, ma in pratica esso suona stonato per due ragioni: il suo tradursi in grossolana speculazione farsesca [...] e il suo riferirsi a un contesto ambientale che corrisponde alla realtà [...] soltanto in maniera parziale e sporadica, non certo tale [...] da costituire una regola di comportamento generalizzata e tipica della gente sarda". (Giulio Cattivelli, "Cinema Nuovo", 181, giugno 1966).
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