Una notte

ITALIA - 2007
Una notte
Salvatore, Annamaria, Alfonso e Riccardo, quattro quarantenni di estrazione sociale borghese e originari di Napoli, ma residenti altrove per motivi di lavoro, ritornano nella loro città per il funerale di un amico, Antonio. Dopo la veglia funebre, i quattro decidono di cenare insieme e, durante la serata, iniziano a raccontarsi le novità ma anche a ricordare gli avvenimenti del loro comune passato. Ad un certo punto della serata, il gruppo decide di chiamare un altro amico, Luigi, che li porterà in giro per tutta la notte a bordo del taxi guidato da Raffaele, un uomo umile e semplice che darà al gruppo vere e proprie lezioni di vita. Il mattino seguente, ognuno di loro si troverà a tirare le somme della propria vita.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: ANNAMARIA GALLO E VINCENZO D'ANGELO
  • Distribuzione: DI.ELLE.O SRL (2008)
  • Data uscita 14 Marzo 2008

NOTE

- RIPRESE EFFETTUATE A NAPOLI IN QUATTRO SETTIMANE A PARTIRE DAL 18 SETTEMBRE 2006.

- TONY D'ANGELO E' STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2009 COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

CRITICA

"Leggi la storia e pensi subito a un 'Grande freddo' in salsa partenopea. (...) Poi vedi il film d'esordio del figlio d'arte Toni D'Angelo e rimani colpito dal racconto di una notte napoletana che ha il sapore della verità. Dei volti, dei luoghi delle atmosfere, dei sogni infranti come gli amori. Un ritratto di esistenze, affettuoso e impietoso, girato alla maniera di Abel Ferrara, regista sui cui Toni D'Angelo si è laureato." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 14 marzo 2008)

"Un bell'esordio, sorprendente per assenza di stereotipi, 'Una notte', diretto dal figlio di Toni D'Angelo, che si fa notare per la padronanza di alcuni elementi non facili da trattare senza banalità: l'ambientazione notturna, e la recitazione di alcuni personaggi legati tra loro da antica amicizia, poi logorata dalla lontananza e dal passare degli anni (e qui siamo in pieno stile John Cassavetes)." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 14 marzo 2008)

"C'è un epigono di Cassavetes a Napoli, oggi. Si chiama Toni D'Angelo, è il figlio di Nino D'Angelo e se ha deciso di non stare su un palco ma sul set è perché dal padre (e da Abel Ferrara, di cui è stato aiuto) ha ereditato un ritmo e una fluidità di fraseggio che rende questo suo debutto no budget molto più vivo ed emozionante di tanti film ricchi e pompati. (...) C'è una lunga notte balorda piena di sogni, ricordi, smacchi, emozioni. E c'è un tassista-filosofo (un autoironico Nino D'Angelo) che scorrazza gli attempati vitelloni, quattro uomini e una donna, fra feste, spiagge, bravate, in un crescendo di amarezze tutt'altro che di maniera. Anche se, o forse proprio perché, D'Angelo scava con efficacia dentro potenziali luoghi comuni. Così la città, quasi invisibile, è un luogo mentale ma sempre presente. Gli attori sono eccellenti, in testa Riccardo Zinna e Alfonso Postiglione. La musica abbondante e adeguata. E il quadro generazionale che ne esce è verosimile e allarmante. Una piccola sorpresa. Aspettiamo il prossimo. Con calma." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 marzo 2008)
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