Un poliziotto scomodo

ITALIA - 1978
Il commissario Francesco Olmi è un funzionario della Questura romana piuttosto scomodo per la drasticità dei suoi metodi e per l'incorruttibilità. Infatti, chiamato a indagare sulla morte di due giovani, Maria e Augusto, il poliziotto scopre in Loredana una testimone attendibile e la costringe a parlare. In tal modo scopre che, nell'intento di coprire le malefatte del figlio Marcello, i delitti sono stati commissionati da Degan Senior, il direttore della Dogana di Fiumicino. Continuando nelle indagini, viene a sapere che al potente personaggio fa capo un traffico di diamanti. Non disponendo di prove adeguate, Olmi non riesce a fare incriminare il delinquente che, dopo avere inutilmente tentato di eliminare il commissario, ripara all'estero. Trasferito a Civitanova nelle Marche, Olmi si mette a indagare su di un traffico d'armi. In breve tempo riesce a stringere nella morsa la nuova banda che ha come vertici un editore e un padrone di giganteschi TIR. Per mezzo della TV locale di cui gli stessi si servono, dispone una trappola. I briganti penetrano nella scuola ove insegna Anna, l'amante di Olmi, e prendono come ostaggio alcuni bambini e la maestrina. Il commissario, penetrando da solo nell'edificio, uccide i banditi e libera gli ostaggi.

CAST

CRITICA

"Il film continua le avventure del commissario interpretato da Maurizio Merli e, suddividendo la pellicola in due parti nettamente distinte, denota la chiara intenzione di procedere a puntate. Diretto con un certo mestiere, il lavoro non manca di azione e di scene abbastanza bene impostate." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 86, 1979)
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