Un paese quasi perfetto

ITALIA - 2016
Pietramezzana, piccolo paese sperduto nelle Dolomiti lucane, rischia di scomparire. I giovani lo stanno abbandonando e i pochi abitanti rimasti, per lo più ex minatori, vivono con una cassa integrazione che minaccia di trasformarsi presto in disoccupazione permanente. Ci sarebbe di che scoraggiarsi. E invece no. I suoi abitanti, trascinati dal vulcanico Domenico non demordono e, non appena intravedono nell'apertura di una fabbrica la soluzione a tutti i loro guai, si attivano affinché il progetto vada a buon fine. La prima cosa da fare è trovare un medico - senza il medico non può esserci nessuna fabbrica - e fortuna vuole che si imbattano in Gianluca Terragni, rampante chirurgo estetico milanese. La seconda cosa, ben più complicata, sarà convincerlo a restare! E per non fargli sentire la mancanza del wi-fi, del sushi o della musica jazz, le proveranno tutte, arrivando perfino a mettere in piedi una poco probabile squadra di cricket. Basterà questo o le altre mille attenzioni a farlo restare? Basterà la bellissima Anna?

CAST

NOTE

- REMAKE DEL FILM "LA GRANDE SEDUZIONE" DIRETTO NEL 2003 DA JEAN-FRANÇOIS PILON.

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON GROUPAMA ASSICURAZIONI; I COLLABORAZIONE CON: FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE DELL'UNIONE EUROPEA, REGIONE BASILICATA.

- MASSIMO GAUDIOSO E' STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2017 PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA.

CRITICA

"Questa storiella, a mezzo tra finzioni ed equivoci, Massimo Gaudioso, sceneggiatore e regista, l'ha scopertamente ripresa da una commedia francese, «La grande seduzione» di Jean-François Pouliot, uscita anche da noi con successo scarso. Naturalmente la cornice è diventata la nostra Lucania e i personaggi si atteggiano a quel gestire dei meridionali già sperimentato da Gaudioso, nato in Basilicata, nella sceneggiatura di «Benvenuti al sud» per la regia di Luca Miniero. Più che tipi, macchiette, più che un'azione vera e propria, un affastellarsi di fatti e fattarelli per raccontarci quel molto ipotetico stratagemma scivolando spesso nel facile se non addirittura nel luogo comune. E lasciando soprattutto che siano gli interpreti a dar colore e accenti psicologici ai propri personaggi. Così Silvio Orlando, che si è visto comunque in occasioni migliori, presta la sua faccia spesso malinconica al sindaco deciso a tutto pur di ottenere il suo scopo di ridar vita alla sua gente. Fabio Volo è il medico milanese tanto sospirato ma mi sembra che più del cinema gli si addica la televisione («Le Iene», «Che tempo che fa»). C'è anche una bella ragazza, Miriam Leone, con la missione di far innamorare il medico e di non farlo andar più via da Pietramezzana. Ci riuscirà?" (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 marzo 2016)

"Un Presepe animato che evoca 'Benvenuti al Sud' (anche questo è il remake di un film francofono), pulito e tutto in linea col principio di inverosimiglianza. Un esempio? Nel paese c'è una sola donna giovane (...) però ha i tratti della ex-Miss Italia Miriam Leone. Improbabile anche Fabio Volo nella parte dello yuppie che si converte alla semplice vita di provincia; ma Volo è uno showman prestato al cinema, mentre Silvio Orlando - che fa ancora una volta la parte di Silvio Orlando - in quanto attore vero se lo può permettere." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 24 marzo 2016)

"Lo stesso procedimento produttivo da cui nacque «Benvenuti al Sud» non garantisce a «Un paese quasi perfetto» un risultato altrettanto dirompente. Però si può dire che il film trasposto in un immaginario paesino sud-italiano dall'originale canadese «La grande seduzione» non dispiace del tutto perché Massimo Gaudioso, già ottimo sceneggiatore, esordisce dietro la macchina da presa giocando bene le carte non proprio meravigliose in dotazione. Il congegno narrativo, in effetti, risulta prevedibile sino dalle prime sequenze (...). Nella preparazione e attuazione di un grottesco piano (...) Gaudioso dà il meglio calibrando l'affiatamento di un gruppo di attori davvero eccezionali: Silvio Orlando per nulla schiavo della maschera e, anzi, segnato da un surplus d'umanità; Fabio Volo che mette finalmente da parte quella sua aria da campione del glamour indisponente; Nando Paone e Carlo Buccirosso, strepitosi nell'irrobustire da par loro le gag dei catastrofici truffatori; Gea Martire e Maria Paiato ben intonate ai siparietti comici e Miriam Leone più carina che mai. Spira in questo raccontino in punta di cinepresa un sapore démodé accattivante: rifuggendo da sparate volgari o pretese sociologizzanti, «Un paese quasi perfetto» sembra l'erede aggiornato delle commedie rurali alla «Pane amore e fantasia» o «Due soldi di speranza» che non tradirono il neorealismo, ma lo trapiantarono nel Dna della più affabile commedia nazionale." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 marzo 2016)

"Strano ma non troppo nel nostro cinemino, uno stimato sceneggiatore quale Massimo Gaudioso ('Gomorra') esordisce alla regia con il remake di un film canadese, 'La grande seduction'. Siamo dalle parti di 'Benvenuti al Sud', ma Gaudioso ha penna e occhio per fare di necessità - la committenza di Cattleya - virtù: attori giusti (anche Buccirosso, Paone e la Leone) per personaggi perdenti ma non domi, naïveté e ironia per filtro poetico, 'Un paese quasi perfetto' è, da titolo, perfettibile, ma non liquidabile su due piedi. Equo e solidale, è un quasi 'I Soliti ignoti' reloaded. E sottolineo quasi." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 24 marzo 2016)

"Esordio alla regia solista (aveva diretto due pellicole a sei mani) per Gaudioso, due volte David alla sceneggiatura ('Gomorra' e 'L'imbalsamatore'). 'Un paese quasi perfetto' è il terzo remake dal canadese 'La grande seduzione' (2003). L'obiettivo è replicare 'Benvenuti al Sud'. Tutto industriale, calcolato e freddo. In partenza. All'arrivo, invece, c'è calore e grazia e questo significa classe del regista. Orlando (...) e Volo (...) sono dolcissimi. Vogliamo una seconda regia di Gaudioso da suo script originale. Potrebbe venir fuori un film quasi perfetto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 marzo 2016)

"Bizzarro remake di un film canadese per raccontare una storia che nell'Italia del Sud funziona fino a un certo punto (...)." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 24 marzo 2016)

"Di (quasi) perfetto c'è solo il titolo. (...) Una commedia di impressionante gracilità e di limitatissimo umorismo, aggrappata all'ideuzza inziale. Simpatici gli interpreti, da Volo a Orlando, ma che fatica arrivare fino in fondo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale, 24 marzo 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy