Un'estate in Provenza

Avis de mistral

FRANCIA - 2013
2/5
Un'estate in Provenza
Léa, Adrien e il fratello Théo, nato sordo, partono con la madre per una vacanza in Provenza presso il nonno Paul, che vive tra gli ulivi e che i ragazzi non hanno mai incontrato a causa di una lite familiare. Certo non era questa la vacanza dei loro sogni, senza contare la notizia che il padre se ne sta andando di casa. Nel giro di 24 ore, il soggiorno in Provenza dei tre ragazzi si trasformerà in un vero e proprio scontro generazionale. Tuttavia, quando il passato tempestoso di Paul si riaffaccia e i trasgressivi anni Settanta fanno ritorno sullo sfondo incantevole della Provenza, mettendo in luce il suo lato più umano e affettuoso, ecco che le differenze tra la vita di città e di campagna si annullano e le due generazioni possono finalmente incontrarsi dando vita a una vacanza indimenticabile.
  • Altri titoli:
    My Summer in Provence
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE, DCP
  • Produzione: LEGENDE FILMS, IN COPRODUZIONE CON GAUMONT, FRANCE 2 CINEMA
  • Distribuzione: NOMAD FILM (2016)
  • Data uscita 13 Aprile 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
Jean Reno è Paul, burbero nonno di Adrien, Lea e Theo, tre giovani fratelli parigini costretti a trascorrere l’estate in Provenza nell’approssimarsi del divorzio dei genitori. A condurli nel soleggiato e gaudente Midi è la nonna, interpretata dalla nostra Anna Galiena, che fin da subito deve darsi da fare per rintuzzare le schermaglie generazionali fra lo scorbutico marito campagnolo e i vivaci nipoti, in tutto e per tutto figli della metropoli e della contemporaneità globale 2.0: quasi superfluo aggiungere che i contrasti fra età matura/gioventù e città/campagna la faranno da padroni durante l’intera, abbondante ora e mezza del film.
Un’estate in Provenza, commediola francese diretta da Rose Bosch che non brilla di particolari virtù né per originalità, si segnala invece per aderire in pieno ai canoni rassicuranti, patinati e volemosebene del film vacanziero, fotografia da cartolina compresa. Il plot non punge, non solletica mai, non tenta una sola volta di sollevare il minimo dubbio e spesso annoia nei suoi tentativi di provocare un pur minimo sussulto emotivo. E Jean Reno, qui protagonista non troppo convincente, fa sentire nostalgia del suo simpatico personaggio ai tempi di French Kiss.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, CINE+, FRANCE TELEVISIONS.

CRITICA

"(...) è uno di quei film che promettono, ma non mantengono l'immersione in atmosfere insieme realistiche e fiabesche. Contraddicendo per una volta l'efficacia del cinema d'oltralpe, infatti, la regista punta forte su una bella accoppiata d'attori - il massiccio Reno e la duttile Galiena - ma poi la spreca cedendo agli stereotipi di un copione allusivo per l'ennesima volta della vetusta contrapposizione tra adolescenti cittadini ed appartati campagnoli. (...) palcoscenico di una serie di scontri e quiproquo tra il languido e il ricattatorio (...) che condurranno i viziati rampolli prima a integrarsi e poi addirittura ad apprezzare il sano vigore della comunità locale. La Provenza ce la mette tutta, male sue magnifiche inquadrature sono costrette a fare da cartolinesco supporto auna serie di episodietti quanto mai banali." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 14 aprile 2016)

"(...) dopo i toni sospesi dell'inizio, tutto è lieto e sereno, pur forse privilegiando un po' troppo l'ottimismo. Al centro una splendida Anna Galiena nelle vesti per lei insolite ma piacevoli di nonna e un brusco Jean Reno, arcigno ma alla fine simpatico nonno molto affettuoso. Attorno la Provenza, anzi quella sua parte più selvatica e ventosa, la Camargue." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 aprile 2016)
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