Un'estate al mare

ITALIA - 2008
"Il Conte di Montecristo" (Peschici - Gargano)
Nicola è emigrato in Svezia da vent'anni dopo alcune sfortunate vicende di corna. Ora, apparentemente ricco e con una bellissima moglie svedese al fianco, torna nel Gargano deciso a prendersi la sua rivincita. In realtà, le cose non stanno proprio come sembra e ad aggiungere danno alla beffa, Nicola resta vittima dei ricorsi storici.

"Saracinesca" (Forte dei Marmi)
Cecco e Manfredi, due ultras della Fiorentina, decidono di passare le vacanze in Versilia, a Forte dei Marmi, nella speranza di incontrare qualche idolo calcistico. Le loro speranze non restano insoddisfatte perché nel famoso stabilimento balneare 'Il Twiga' incontrano Manzanas, portiere del Real Madrid in aria di Fiorentina, in vacanza con la sua compagna, Miss Venezuela. Cecco e Manfredi, per riuscire a capire se sia vera o no la notizia del trasferimento del giocatore alla loro squadra del cuore, cercano di avvicinarlo ma lui rifugge ogni contatto con i tifosi. Meno restia si rivela invece Miss Venezuela, che non solo entra in confidenza con i due, ma con uno di loro farà una conoscenza tanto approfondita da provocare conseguenze disastrose.

"Traffico sulla Pontina" (S. Felice Circeo)
Due coppie di amici sono in vacanza in barca a S. Felice Circeo. Tuttavia due di loro, Enrico e Nancy, per impegni di lavoro sono costretti a tornare a Roma lasciando i rispettivi coniugi a godersi la giornata di mare. Il lavoro è però una scusa che i due, in realtà amanti, hanno inventato per riuscire a passare una pomeriggio da soli. A causa del banale guasto di un ascensore, l'incontro amoroso si concluderà con un violento litigio, mentre i rispettivi coniugi in attesa troveranno il modo di consolarsi per il loro ritardo.

"L'isola dell'amore" (Capri)
Dudù, un antiquario di Capri che si finge gay, cosa che ritiene trendy e redditizia, riceve l'incarico da un miliardario americano di arredargli la sua nuova villa. Costretto a ripartire, l'uomo lascia la casa e la bella moglie nelle mani di Dudù, che ben presto cede alle grazie della donna, sessualmente inappagata dal marito, svelando così la sua virilità. Tornato sull'isola, il miliardario, soddisfatto del lavoro svolto da Dudù, gli chiede di arredare anche la sua villa in Florida, ma il suo interesse si rivela ben lontano dall'antiquariato.

"Il giovedì" (Ostia)
Enzo, padre divorziato e sfortunato giocatore incallito che vive da solo ed è pieno di debiti, ogni giovedì incontra il figlio, affidato alla madre, per passare la giornata con lui. Enzo vorrebbe che il figlio avesse di lui un'immagine vincente e gli racconta molte frottole a cui il ragazzo - che conosce molto bene il padre - finge di credere ingenuamente.

"Extralarge" (Ischia)
Ugo Persichetti, agente e marito di una celebre, ma brutta e grassa, cantante lirica, si reca con la moglie in vacanza al Grand Hotel Regina Isabella di Ischia. Al seguito della coppia arriva sul posto anche una bella violinista, Cosima, che in realtà è l'amante di Ugo e che lo ha messo di fronte alla difficile scelta di abbandonare la moglie o mettere fine alla loro relazione. Ugo tergiversa ma alla fine prende la sua decisione. Nel frattempo, però, in albergo è arrivato un ricco e grasso tenore...

"La signora delle camelie" (Porto Rotondo).
A Porto Rotondo, in occasione di una serata speciale cui parteciperà anche il Presidente del Consiglio, arriva il più grande attore del teatro italiano chiamato ad interpretare un testo di Eschilo. Tuttavia, durante una gita in motoscafo, l'attore viene colpito da un'insolazione che lo costringe a letto. Impossibilitato a prendere parte allo spettacolo, al suo posto viene ingaggiato un vecchio attore che, per problemi di memoria, da anni non calca più i palcoscenici e sopravvive grazie al doppiaggio. Per ovviare al problema della memoria, l'attore è affiancato da un suggeritore, ma la serata si rivela ugualmente un disastro finché, seguendo l'impulso dell'improvvisazione, l'attore inizia a raccontare divertentissime barzellette.

CAST

NOTE

- LUOGHI DELLE RIPRESE: PESCHICI, SAN FELICE CIRCEO, FORTE DEI MARMI, ISCHIA, CAPRI, OSTIA E PORTO ROTONDO.

- LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE DELL'EPISODIO "LA SIGNORA DELLE CAMELIE" È LIBERAMENTE ISPIRATA A UNO SKETCH DI DINO VERDE.

CRITICA

"Nei panni di un doppiatore, Proietti è anche la voce conduttrice in una serie di prologhetti che grazie alle sue mattatoriali virtuosità sono la cosa migliore del film. Ma anche altri figurano bene, con note di particolare merito per Banfi, la Brilli, Salvi e il puntualissimo Micheli. Tutto l'insieme ha una rassicurante aria d'epoca, fra omaggi anche espliciti ai grandi artefici del genere primo fra tutti Dino Risi, ma le storie si concludono in chiave di amarezza crepuscolare. Che sia questo il segno dei tempi?" (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 27 giugno 2008)

"I Vanzina si abbandonano al film a episodi, cercando di incasellare i soliti tipi di italiani che ormai sembrano essere evaporati. Non è che non appaiano più verosimili, è che sembrano passati di moda, anche se il sapore vintage di questa operazione li possa in qualche modo giustificare. Ma non prendetela sempre sul serio, sentenzierebbero i Vanzina, e cretino è chi parla di sociologia o di televisione... Questo è cinema umido, da proiettare quando arriva l'anticiclone delle Azzorre e quando l'altra pressione impedisce anche di respirare, figurarsi di pensare." (Dario Zonta, 'L'Unità, 27 giugno 2008)

"Forse sarebbe stato meglio curare maggiormente i dialoghi e le battute sforzarsi di trovare conclusioni ai vari episodi un po' meglio congegniate. E soprattutto di evitare di far dire a Proietti che 'il film russo che ha vinto a Cannes fa du' palle così', perché certe accuse si potrebbero ribaltare fin troppo facilmente contro chi le scrive." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 27 giugno 2008)

"In fondo tutta l'operazione, giocando sul doppio binario dell'omaggio alla commedia all'italiana e di quello alla volgarità pochadistica anni '70, riesce a riunire i due mondi con una certa coerenza e un pizzico di furbizia. Da parte loro i Brothers ci mettono un po' di vera tristezza generazionale nell'esibire certi recuperi (Dino Verde!) o certi comici ingrigiti o nel mostrarne altri un una luce più realistica (Salvi, bravissimo). Non sarà il miglior film dei Vanzina, ma con questa caldo e con questo governo, è comunque un regalo." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 27 giugno 2008)

"(Semi)divertente commediola dei fratelli Vanzina, disimpegnati in sette spiagge alla moda, che riciclano (o è un gesto d'affetto?) 'Il Giovedì' di Risi, due antichi episodi con Sordi e uno sketch di Dino Verde. (...) Il più simpatico è il siparietto con Proietti, il più loffio quello con Ceccherini." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 27 giugno 2008)

"Ode a Gigi Proietti, voce narrante e attore smemorato che storpia le battute de 'La signora delle camelie'. Grazie ai Vanzina per aver restituito al cinema questo genio. Grazie a Proietti per ricordarci che nella popolarità c'è la nobiltà del comico." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 27 giugno 2008)

"I mostri di Dino Risi e i mattatori di papà Steno, una comicità fatta di pietas e malinconica ferocia, ecco i chiari riferimenti dei fratelli Vanzina nel cineombrellone 2008 (definizione di Enrico), 'Un'estate al mare'. Non smettono di essere allievi i due anche ora che sono, piaccia o no, diventati maestri, adesso che la premiata ditta Brizzi-Martani-Bruno dichiara che le loro notti prima degli esami sono debitrici dei loro Sapore di sale e che nei manuali d'amore di Veronesi c'è il loro stesso tentativo di raccontare l'Italietta e i suoi misteri buffi. Tutti alla ricerca disperata di quella commedia all'italiana dei propri padri, naturali e non, di quel genere che di fatto è sparito, vittima di snobismi critici e di un forte calo di talento. Carlo ed Enrico Vanzina con alti e bassi hanno saputo cogliere più di altri certi spunti, soprattutto negli anni '80, intuendo spesso temi e attori, con risultati 'eccezzziunali' ed altri molto discutibili.(...) Il risultato è un minestrone in cui nulla è originale e si ride poco - l'unico a far cadere dalla sedia è Gigi Proietti, ma lo sketch è addirittura di Dino Verde -, si riflette meno, la volgarità evitata a parole spesso è rintracciabile nei modi. C'è più livore che ironia nei loro stereotipi: il finto gay, il patetico fan di Totti morto di fame con Spider, i borghesi ripuliti, i radical choc. Quelli che hanno saputo ritrarre nel piccolo capolavoro 'Il pranzo della domenica' o nel bel libro-diario di Enrico
'Commedia all'italiana- Ritratto di un paese che non cambia'. Ma non qui." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 28 giugno 2008)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy