Un anno in campagna

ITALIA - 1999
Un gruppo di ragazzi e ragazze decide di andare a vivere in una comune per allevare animali e coltivare la terra lontano dal caos della città. Alla lunga, però, il sogno di una vita armoniosa in comunità finisce perché contadini non ci si improvvisa e perché la vita di gruppo è molto più difficile del previsto. Resta, tuttavia, il sogno di una vita diversa e di valori più semplici.

TRAMA LUNGA
Sandro, studente universitario di 23 anni molto indietro con gli esami, decide di andare a trovare il suo amico Paolo che ha scelto di vivere in un casale di campagna insieme alla sua nuova fidanzata francese Nathalie. Sul posto ci sono anche Uccio e Gabriella, coppia di vecchia data, e Franco, figlio dell'ex fattore del podere. Sandro non ama la vita nei campi, vuole solo recuperare alcuni libri prestati tempo prima a Paolo, e poi è deciso a tornare subito a Roma. Conosce però Nathalie, se ne innamora e quando lei gli chiede di trattenersi per un po' non riesce a dire di no. Passano i giorni e passano le settimane. Sandro ormai fa parte della comune. Molte cose succedono: una tempestosa conoscenza con Sasà, il vicino di casa, ex coreografo della televisione; la visita dei genitori dei vari ragazzi; l'arrivo del freddo dell'inverno; le feste rock per festeggiare la primavera e, soprattutto, i tradimenti di amore e di amicizia. Le coppie si rimescolano con facilità, e Sandro non riesce più a comprendere la situazione. Quando lui e gli altri tornano in città è passato un anno, forse importante per la crescita di ciascuno.
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: STAR EDIZIONI CINEMATOGRAFICHE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2000)

CRITICA

"Ci sono film dall'esistenza tanto difficile e impervia che il risultato finisce per esserne influenzato. Questa storia di un gruppo di giovani che tentando di sfuggire a lavori o valori stressanti e all'ambiente urbano inquinato, va a vivere in campagna è stata scritta nel 1993 ed ha attraversato sei anni prima di ottenere i finanziamenti statali. Conseguenza della troppo lunga attesa: un'atmosfera un poco polverosa, un progetto dei protagonisti che pare appartenere a tempi differenti da quelli contemporanei, una Comune del duemila poco praticabile quanto le Comuni storiche degli anni Settanta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 luglio 2000)

"Una 'commedia di formazione' che aggiorna ai tempi nostri uno dei motivi topici del costume giovanile degli anni Settanta: il vivere in comune ai margini della società frenetica secondo regole non codificate. Il tempo, però, non è passato invano... Il film, parzialmente autobiografico, è diretto dal 45enne Marco Di Tillo, proveniente dai fumetti". (Mario Calderale, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000)
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