UN'ANGUILLA DA 300 MILIONI

ITALIA - 1971
A Bissa, un ex-partigiano che vive pescando di frodo nelle valli di Caorle, si presenta inaspettatamente Vasco, che fu il suo capo durante la Resistenza, il quale lo prega di aver cura della propria figlia Tina, bisognosa di solitudine e di tranquillità, in quanto reduce da una cura di disintossicazione da stupefacenti. Bissa, aiutato da un altro giovane pescatore di frodo, Lino, accetta di prendersi cura della ragazza, che ospita in un isolato capannone di canne. Qualche tempo dopo giunge la notizia che il padre di Tina è morto in un incidente stradale; all'attonito Bissa, la ragazza rivela che l'uomo non era suo padre, ma il suo rapitore. La stessa Tina convince quindi Bissa e Lino a chiedere un riscatto di trecento milioni per la sua liberazione: con quei soldi fuggiranno tutti e tre in America dove potranno vivere nell'agiatezza. I due pescatori di frodo riescono ad ottenere i trecento milioni, ma la diabolica Tina li uccide e si impadronisce dell'intera somma, con l'aiuto del redivivo Vasco. La ragazza si imbatte però a sua volta in un astuto guardiapesca che, dopo averla messa in condizione di non nuocere, le sottrae i trecento milioni.

CAST

CRITICA

"Metà giallo, metà commedia, vacilla su entrambi i fronti il quarto film di Salvatore Samperi, prematuramente chiamato genio da una critica assai sensibile alla satira antiborghese, meglio se inzuppata nelle volgarità. Tutti fuori parte i malcapitati protagonisti: né gli basta il dialetto veneto per riemergere dai gorghi dove guizzano le incolpevoli anguille": (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 6 giugno 2001)
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