Un amico molto speciale

Le père Noël

FRANCIA - 2014
3/5
Un amico molto speciale
E' la vigilia di Natale e Anthony, un bambino di sei anni, ha una sola idea in mente: incontrare Babbo Natale e fare un giro sulla sua slitta. Così, quando Babbo Natale come per magia cade sul suo balcone, Antoine è troppo sbalordito per accorgersi che in realtà si tratta di un ladro mascherato che ruba gioielli negli appartamenti dei quartieri alti. Babbo Natale cercherà in ogni modo di sbarazzarsi del piccolo ammiratore, salvo poi formare un improbabile duo che viaggerà sui tetti di Parigi, ognuno alla ricerca del proprio sogno...
  • Durata: 81'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: NICOLAS DUVAL ADASSOVSKY, YANN ZENOU, LAURENT ZEITOUN, DOMINIQUE BOUTONNAT, ARNAUD BERTRAND, HUBERT CAILLARD PER QUAD, ATITLAN, MARS FILMS, M6 FILMS, KINOLOGY, LA COMPAGNIE CINEMATOGRAPHIQUE, PANACHE PRODUCTIONS, RTBF, PROXIMUS
  • Distribuzione: M2 PICTURES
  • Data uscita 4 Dicembre 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Chi non ricorda Babbo bastardo, spassosissimo cult di oltre un decennio fa in cui Billy Bob Thornton interpretava uno scassinatore sboccato travestito da Santa Claus?
Di certo lo ricordano i francesi che con Un amico molto speciale ne hanno realizzato una versione gentile e vietata ai maggiori.
Il babbo bastardo stavolta ha la faccia ripulita di Tahar Rahim che però, come l'originale, è un ladro sotto l'abito di Père Noel. Ma quando la vigilia di Natale s'intrufola nell'appartamento del piccolo Antoine, che lo scambia davvero per il vecchio sulla slitta, il travestimento finirà per diventare la sua identità.
Se lo spunto non è inedito, il tema della paternità non è nuovo. Ma Alexandre Coffre (Tutta colpa del vulcano) dirige con mano sicura un film senza magia né troppe sbavature: la sceneggiatura è a prova di ferro, la melassa tutto sommato accettabile, lo score furbetto (con hit à la “Bonfire Hearts” di James Blunt) e la confezione impeccabile, dal sapore autenticamente natalizio.
Se a questo aggiungiamo che tra Tahar Rahim (in un ruolo insolito ma molto più convincente di quello regalatoci in The Cut di Fatih Akin) e Victor Cabal l'affiatamento c'è - e si sente - il lavoro è fatto. Pulito pulito.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI CINEMAGE 8 DEVELOPPEMENT, INDEFILMS INITIATIVE, INSIEME A MANON 5; CON LA PARTECIPAZIONE DI: OCS, M6, W9; CON IL SOSTEGNO DEL TAX SHELTER DU GOUVERNEMENT FEDERAL BELGE.

CRITICA

"Retorica natalizia, con finale al miele, ma con un incrocio educativo assai inusuale (...). Sono affetti molto alla francese, una sorta di 'Quasi amici' natalizio in giostra tra sorrisi e malinconia, mentre Tahar Rahim ('Il profeta') ci racconta saltando della mancata paternità. Alexandre Coffre dirige 'Un amico molto speciale' pensando all'azione (di Santa Claus peccatori ce ne sono stati peggiori) ma senza dimenticare il buonismo: il segreto della pellicola è far correre i nostri eroi sui tetti di Parigi come nel realismo magico e negli 'Aristogatti'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera' 4 dicembre 2014)

"Quest'anno il Natale è arrivato in anticipo, con il contro-cinepanettone 'Ogni maledetto Natale' e con questa commedia francese, particolarmente adatta a un pubblico tra i sei e i dieci anni. Anche chi non crede più a Babbo Natale, però, potrà godersela; a patto che non si aspetti novità. Il piccolo Victor Cabal regala ad Antoine un candore commovente, Tahar Rahim ('II profeta') è simpatico e tutto concorre a farci sentire più buoni." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 4 dicembre 2014)

"Diretta dal regista di 'Tutta colpa del Vulcano', l'ingenua favoletta è indicata per famiglie e bimbi, a patto che sappiano che Papà Natale non esiste; e con l'avviso che calarsi nel vuoto appesi a una fune è cosa vietata." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 dicembre 2014)

"Operazione natalizia costruita a tavolino, la commediola del francese Coffre non offre molto al genere se non l'attore Tahar Rahim ('Un profeta') finalmente in versione light e un bimbetto dagli occhioni e guanciotte da mangiarselo. Lo spunto della tendopoli Rom - dove vive il ladro, peraltro obbligato da un capo violento ad essere tale - diventata metafora di 'villaggio di Babbo Natale' e il fatto che il bimbo sia orfano di padre-soldato offrono l'assist alle tematiche sociali, ma ci voleva ben altro per trasformare quest'operina in un film dickensiano." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 4 Dicembre 2014)

"Lo spunto di 'Un amico molto speciale' è perfetto. Ma se l'inizio è folgorante, il resto non è da meno grazie al prodigioso Tahar Rahim de 'Il profeta' (César come miglior attore a 29 anni) e 'Il passato', qui in uno dei suoi primi ruoli comici. Prima è un finto Babbo Natale laido (sfrutta il bimbo petulante come aiutante nei furti) poi diventerà sempre più umano e fragile anche grazie al naturale carisma del piccolo grande Victor Cabal. Gradevole commedia francese per prepararci al Natale con sincero divertimento." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 dicembre 2014)

"Piacerà a patto che non soffriate di diabete (in questo caso gli zuccherosissimi 80 minuti vi spediranno in coma). Se non avete problemi del genere gli ottanta di cui sopra possono essere molto gradevoli (la factory del film è quella di 'Quasi amici' specializzata nel mischiare magistralmente humor e buoni sentimenti)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 dicembre 2014)

"Gradevole commediola francese, una buffa favola natalizia con i due simpatici protagonisti sempre in scena. (...) Una storiella improbabile, che però non annoia. Certo che quel bambino dev'essere l'unico nella Ue a credere ancora a Babbo Natale." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 dicembre 2014)

"Fatto tesoro delle possibilità, degli sviluppi narrativi, originanti dalla presenza di una strana coppia sulle prime in conflitto e poi complice («Paper Moon -Luna di Carta», «L'estate di Kikujiro»), compone con controllata partecipazione il ritratto di due solitari, in modo diverso feriti dalla vita: Babbo Natale (Tahar Rahim, il protagonista di «Il profeta»), uno sbandato che si affida a ciò che accade, e Antoine (l'esordiente e convincente Victor Cabal), che vede nel portatore di doni colui che può soddisfare il suo ardente desiderio. Nella notte che trascorrono assieme, in un variegato rapporto, entrambi crescono, lasciando l'uno il passato per ripartire nella direzione giusta, e l'altro i sogni della prima fanciullezza. Ritratti rifiniti gradualmente fra situazioni per nulla didascaliche, che rendono coinvolgente il racconto della tenera amicizia fra un bambino e un adulto, un galeotto, che avverte emozioni, apprensioni paterne e le asseconda. Si tratta di personaggi a tutto tondo, vividi per la loro genuina espressività all'interno di una struttura narrativa ampiamente collaudata, in cui Coffre ha impaginato una storia, che, attenta alla simbologia del Natale, non scade nel luogo comune, nel convenzionale e che non inciampa in abusati modelli consolatori, un'opera interessante, che rifugge dal sentimentalismo e dal buonismo di circostanza." (Achille Frezzato, 'L'Eco di Bergamo', 11 dicembre 2014)
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