UN ALTRO UOMO, UN'ALTRA DONNA

UN AUTRE HOMME, UNE AUTRE CHANCE

USA, FRANCIA - 1977
UN ALTRO UOMO, UN'ALTRA DONNA
David Williams, un veterinario del West, in un giorno del 1870 trova la moglie Mary, lasciata abitualmente sola nell'isolata fattoria, violentata e uccisa. Emigrato nella cittadina di Rollpoint, mentre si forma una clientela, lascia il figlioletto Simon all'amica Alice. Nel medesimo periodo, dalla Parigi affamata dopo la vittoria dei Prussiani su Napoleone III emigrano negli USA i coniugi Jeanne e Francis Leroy che aprono uno studio di fotografia. Un giorno Francis, che non essendo riuscito a imporsi deve lavorare per un giornale locale, fotografa degli impiccati e viene ucciso dai loro congiunti. Anche la vedova Jeanne, costretta a portare avanti il lavoro del defunto marito, conduce la figlioletta Sarah da Alice. Lasciando il collegio dopo una visita domenicale, avendo perduta la diligenza, Jeanne ottiene un passaggio da David e fa progressivamente amicizia con lo stesso. Ciò nonostante, la donna vorrebbe tornare a Parigi; ma un giorno, recatasi in campagna con Simon e Sarah per un incontro di commiato, viene raggiunta da David che la convince a diventare sua moglie.
  • Altri titoli:
    ANOTHER MAN, ANOTHER CHANCE
    ANOTHER MAN, ANOTHER WOMAN
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICO, TELECOLOR, EASTMANCOLOR
  • Produzione: CHARTOFF-WINKLER PRODUCTIONS, LES FILMS 13, LES FILMS ARIANE, LES PRODUCTIONS ARTISTES ASSOCIES
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS - MGM HOME ENTERTAINMENT (GLI SCUDI)

NOTE

- GLI ATTORI CHRISTOPHER LLOYD E VINCENT SCHIAVELLI NON SONO ACCREDITATI NEI TITOLI.

- IL COSTUMISTA JEAN PEZET NON E' ACCREDITATO NEI TITOLI.

CRITICA

"Consumatore e fabbricante, campione e difensore del cinema, Claude Lelouch ha pensato di non dover lasciare il western americano nel ghetto che gli è attualmente riservato negli Stati Uniti1 Forte dei successi che hanno fatto la sua notorietà e la sua fortuna, il regista di 'Un uomo e una donna' si è chinato sul problema e, contando tanto sulla propria fortuna che sulla propria abilità, ha applicato al malato i rimedi di cui possiede il segreto e che condiscono sempre i suoi film: il destino, il rischio, la vita, l'amore, la morte, ecc. Tutto questo ci regala un western piuttosto originale per la costruzione (la fusione Francia-America 1870, il bilinguismo) ma senza sorprese per i temi. A questo proposito, non si può certo dire che ci sia molto slancio o molta tensione. Gli incontri, infatti, sono attesi e giungono puntuali; i testi non lo sono di meno e, per quanto concerne le avventure, si indovina tutto qualche sequenza in anticipo. Eppure (ed è quasi sempre il caso) Lelouch lavora con serietà e talento per quanto riguarda la tecnica. Così, le immagini sono sueprbe, le posizioni della cinepresa ben scelte e le angolazioni molto elaborate (con qualche inquadratura degna di nota, come nella corsa, per esempio). la ricostruzione è accurata; James Caan e Geneviève Bujold non fanno troppo e lo fanno bene, cosa che non capita a Francis Huster sempre affettato e irritante. In breve, questo omaggio al western, a questo genere così celebre e così popolare, sarebbe assai piacevole se i personaggi non fossero così naifs, i caratteri tanto sommari e le psicologie superficiali." (B.H., 'Fiches du Cinéma, n. 587, maggio 1977)
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