Un Aldo qualunque

ITALIA - 2001
Un Aldo qualunque
Torino 1978. Aldo e Marisa Chimenti si sono trasferiti da un piccolo paese in provincia di Bari. Marisa fa la poliziotta e si dedica anima e cuore alla carriera, seguendo le regole di 'Mark', un duro poliziotto protagonista di film di successo. Aldo invece è ragioniere capo alla Maltone, è un fervente cattolico e nel tempo libero frequenta la parrocchia di Don Luigi, un prete hippy che dirige il coro rock della parrocchia. La vita di Aldo è destinata a cambiare dopo l'incontro con Biagio, un ex-comunista che vive di espedienti, e con Caimano, il suo "unico amico".
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: UMBERTO MASSA PER KUBLA KHAN, RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2002)
  • Data uscita 29 Novembre 2002

NOTE

- PRESENTATO FUORI CONCORSO AL TORINO FILM FESTIVAL 2002.

CRITICA

"'Un Aldo qualunque', esordio di Dario Migliardi (bello il corto 'La lettera'), affronta il '78 come se fosse oggi: si parla solo di calcio. Non c'è un personaggio credibile (Aldo e Biagio, in teoria nemici, diventano subito amici), né un motivo per ridere. De Luigi è un grande comico in tv. Al cinema, no". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 novembre 2002)

"La confusa Italia del '78 fa da sfondo alla scanzonata commedia che galleggia sulle gesta dell'ottimo (in tv) Fabio De Luigi, la banale creatura del titolo, giunta a Torino da Bari in compagnia di una moglie sbirra che vive ispirandosi a un eroe dei polizieschi di serie B, l'ottimo (in tv) Neri Marcoré. Perché? Non si sa, visto che in primo piano spadroneggiano gag e macchiette senza tempo: l'integralista cattolico che cede al vizio, il comunista incallito, il poetico clochard, il prete rockettaro, la smemorata, il poliziotto scemo. Trastullo avaro di slanci e privo di mordente". (Alessio Guzzano, 'City', 2 dicembre 2002)

"Dario Migliardi, reduce dal trionfo festivaliero con il corto 'La lettera', è partito da uno spunto non banale che sceglie come sfondo di una storia a tre incentrata sul protagonista del titolo, timido come lo sviluppo dell'operina fin troppo 'morale', che regala spesso l'impressione di volere volare e che invece rimane a terra, con le ruote sgonfie. De Luigi al cinema non si impone come in tv, Bottini è acerbo e Battiston si rifugia nel mestiere. Peccato, sarà per la prossima volta": (Aldo Fittante, 'Film Tv', 3 dicembre 2002)
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