Umberto D.

ITALIA - 1952
Umberto D.
Umberto D., vecchio funzionario ministeriale costretto a vivere d'una pensione insufficiente, si dibatte tra difficoltà economiche insuperabili. Abita in una misera camera ammobiliata, dalla quale l'esosa padrona di casa minaccia di sfrattarlo. Ammalato e febbricitante entra in ospedale, dopo aver affidato il suo fedele compagno Flik, un cagnolino bastardo, a Maria, la servetta, che gli dimostra una certa comprensione. Uscito dall'ospedale dopo qualche giorno, non trova più a casa il suo diletto Flik ma dopo febbrili ricerche lo trova al canile comunale e lo riscatta. Ora si ripresenta, più urgente e minaccioso, il pericolo dello sfratto. Umberto D. va in cerca di qualche vecchio amico ma nessuno vuole o può aiutarlo, così gli viene l'idea di chiedere l'elemosina, ma la propria dignità glielo vieta. Sconsolato, decide di farla finita e si reca con il fedele Flick ad un passaggio a livello. Spaventato dal rumore del treno in arrivo, il cagnolino gli sfugge dalle mani e per Umberto D. è la salvezza. Deciso a riconquistare la fiducia e l'affetto di Flik, si mette a giocare con lui e non pensa più al suicidio.
  • Altri titoli:
    Umberto D
  • Durata: 89'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: basato sul testo di Cesare Zavattini
  • Produzione: GIUSEPPE AMATO PER DEAR FILM
  • Distribuzione: DEAR FILM - CREAZIONI HOME VIDEO

NOTE

- MIGLIOR FILM AL FESTIVAL DI PUNTA DEL ESTE; MIGLIOR FILM STRANIERO PER I CRITICI DI NEW YORK (EX AEQUO).

- CARLO BATTISTI, PROTAGONISTA DEL FILM, ERA PROFESSORE DI GLOTTOLOGIA ALL' UNIVERSITA' DI FIRENZE ED INTERPRETO' SOLTANTO QUESTO FILM.

- RESTAURATO NEL LUGLIO 2002 PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI ZAVATTINI (20.09.1902)

CRITICA

"Mai come in questo film, tutto in sordina, è venuta in primo piano la figura del soggettista-sceneggiatore. Si direbbe, un po', che De Sica abbia diretto il film per procura di Zavattini [...]. Comunque una felicissima collaborazione. (M. Gromo, La Stampa, 1952).

"Se è vero che il male si può combattere anche mettendone a nudo gli aspetti più crudi, è pur vero che che se nel mondo si sarà indotti - erroneamente - a ritenere che quella di Umberto D. è l'Italia della metà del ventesimo secolo, De Sica avrà reso un pessimo servizio alla sua patria, che è anche la patria di Don Bosco, del Forlanini e di una progredita legislazione sociale". (G.Andreotti, Sottosegretario allo Spettacolo, in Libertà , 1952).
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