Ultraviolet

USA - 2006
Ultraviolet
XXI° secolo. La razza umana è stata decimata da un olocausto causato dal fallimento di una serie di esperimenti genetici atti a creare una nuova razza di soldati invincibili. Il risultato delle sperimentazioni è una nuova specie umana dotata di elevata velocità, grande resistenza e intelligenza superiore, ma che si nutre di sangue come i vampiri. Violet Song, bella e letale emofaga, intraprende una violenta lotta contro il governo guidato dal dittatore Daxus, deciso a distruggere ad ogni costo la nuova razza. La via per la salvezza è costituita da un'arma segreta: il piccolo Six, un bambino di nove anni che porta all'interno del suo corpo l'antidoto contro la mutazione genetica. Riuscirà Violet a salvare il piccolo dalle grinfie di Daxus e ad evitare l'imminente guerra civile?
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, HORROR, THRILLER
  • Specifiche tecniche: SONY HDW-F900 (HDTV), 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: ULTRAVI PRODUCTIONS INC., SCREEN GEMS INC.
  • Distribuzione: SONY PICTURES RELEASING ITALIA
  • Data uscita 16 Giugno 2006

RECENSIONE

di Marco Spagnoli

Dopo i due capitoli di Resident Evil la sempre affascinante Milla Jovovich torna protagonista di un action movie girato non più in Europa, ma a Shanghai per la regia dello sceneggiatore tedesco Kurt Wimmer. UltraViolet, però, al di là della elegantissima serie di abiti molto alla moda, indossati dall’ex affascinante Musa di Luc Besson offre poco o nulla allo spettatore. Il film soffre, infatti, di una trama arzigogolata e decisamente non chiara, per una pellicola dall’impianto tanto elementare quanto confusionario. In un mondo che – come dice all’inizio del film la stessa protagonista – gli spettatori potrebbero ‘non capire pienamente’ (della serie: ‘excusatio non petita…’), UltraViolet è una “emofaga”, ovvero un vampiro con un nome che sembrerebbe esserle stato appioppato da un assistente universitario. Gli emofagi sono ex esseri umani che un misterioso virus ha trasformato loro malgrado. Gli uomini sono in guerra contro gli emofagi, che tentano di salvarsi dall’estinzione grazie ad una serie di atti di terrorismo portati avanti da agenti pieni di rancore e voglia di vendicarsi come UltraViolet. Il Vice Cardinale, però, è pronto a tutto pur di fermare la sexy terrorista che da infermiera è diventata una sorta di ‘arma letale’. Un giorno, però, la donna intercetta una valigetta che – al suo interno – contiene un bambino in grado di salvare il mondo dalla guerra tra umani ed esofagi. Un po’ Aeon Flux, un po’ Underworld e – in certe scene – perfino un po’ Matrix, UltraViolet è un film dove ruoli e situazioni non sono affatto chiari e dove i buchi della sceneggiatura di Wimmer sono resi ancora più evidenti da un montaggio con un ritmo più da videoclip che da pellicola pensata per il grande schermo. Nonostante la bellezza carismatica della Jovovich (fortunatamente presente quasi in ogni inquadratura) UltraViolet manca di originalità e spessore in un crescendo di deja vu che ha portato – si dice – all’allontamento del regista dalla sala di montaggio per la versione finale del film. Un pasticcio che rende questo divertissment l’ennesima variazione sul tema di vampiri e affini: una produzione di cui – nonostante il fascino della protagonista – si poteva fare veramente a meno per la sua fragilità narrativa e per la sua tenue ispirazione visiva.

CRITICA

"Finirà che, con film trash come questo, il fantasy-fumetto diventerà al cinema un insulto: è la negazione della fantasia. La solita mutazione genetica prossima ventura, la solita malattia infettiva, la solita velocissima vampira d'arti marziali, in pelle nera e ombelico al vento (la pessima Milla Jovovich, per lei si conia il termine emofago-a) che trova un ragazzino col sangue che fa da antidoto (il solito che tampinava la Kidman). Dialoghi ridicoli, scritto e diretto (si fa per dire) da Kurt Wimmer, il film è una noia disumana che ripete per 88 minuti un'inquadratura. Morale finale: e questo è troppo." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 17 giugno 2006)

"I fumetti americani degli anni '90 e i cartoni animati di fantascienza d'azione giapponese, le arti marziali e le coreografie stilizzate della danza, il futurismo postmoderno e la sperimentazione tecnologica più estrema. C'è tutto questo in 'Ultraviolet', anche se poi il regista e sceneggiatore Kurt Wimmer ha dichiarato che il personaggio femminile al quale si è ispirato per la sua eroina è la Gloria dell'omonimo film (1980) di Cassavetes. Il ruolo di Violet è stato scritto proprio per Milla Jovovich (già Alice nei due 'Resident Evil'), che sta diventando sempre di più l'icona femminile di questo genere. (...) La contrapposizione classica della fantascienza apocalittica tra i «normali» e gli alieni si trasforma nell'adrenalinica sfida tra la combattiva guerriera e i nuovi vampiri dotati di intelligenza superiore e grande resistenza. Girato interamente in digitale tra Hong Kong e Shanghai." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 17 giugno 2006)
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