Ultimo 2 - La sfida

ITALIA - 1999
Ultimo sta seguendo le tracce di un grosso carico di eroina, ma la strage improvvisa di un intero gruppo di malavitosi sembra disperdere per sempre i fili dell'indagine. Il giorno dopo, Ultimo apprende dai suoi superiori che il suo gruppo operativo verrà sciolto e che dovrà abbandonare le indagine. Ma il generale Trani, che continua a credere in lui, gli concede un'ultima possibilità: ha trenta giorni per mettere le mani sul più imponente carico di eroina mai arrivato in Italia e sulla famiglia emergente della nuova mafia che sembra gestire tutto l'affare. Ultimo e i sui cinque uomini scoprono anzitutto che c'è un sopravvissuto alla strage, un certo Michele Pagano, trafficante di sigarette e di un auto rubate, al quale Ultimo offre protezione, se accetterà di collaborare. Dietro la strage ci sarebbero i Catalano che stanno chiudendo un affare per cinquemila chili di eroina. Il gruppo di Ultimo decide di pedinare Licheri, il più stretto collaboratore dei Catalano. Purtroppo l'improvviso arresto dell'uomo da parte della polizia aeroportuale e il rinvenimento del cadavere di pagano complicano notevolmente la vita della squadra. Un passo avanti è la scoperta della base operativa dei Catalano, in un maneggio fuori città, dove i nostri penetrano per piazzare telecamere e microfoni invisibili che però risultano vani. Tutto sembra finito, ma Ultimo e il suo gruppo continuano. La soluzione verrà da una fotografia con un'ombra sul pelo dell'acqua...
  • Durata: 180'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Produzione: CAMILLA NESBITT PER TAODUE FILM E MEDIATRADE

NOTE

- FILM PER LA TELEVISIONE.

- SERIE DI 2 PUNTATE DA 90' - CANALE 5.

CRITICA

Ritorna con "Ultimo" la fiction realizzata, scritta e soprattutto girata pensando che esiste una cosa che si chiama cinema. La fiction, dalle varie "Piovra" in poi, con altri scarsi esempi qui e là, che tiene conto di tutti quelli che vanno normalmente al cinema, o lo vedono in tv, e sono abituati ai relativi linguaggi. E che quando vedono anche brevi sequenze dei vari medici in famiglia ecc. si chiedono cosa diavolo sia, se non una sorta di regressione infantile del gusto. "Ultimo" ha poi il suo mare di concessioni agli schemi, frena - e spesso è meglio - sui grandi effetti, quando in una scena batticuore compare un bambino spaesato, alla fine si limita a creare un incidente e non viene trapassato da pallottole. Tutti sanno che la ragazza tossica scapperà dalla comunità (ma se ci restasse, perché infilarla in una fiction?), tutti sanno che l'infamone mafioso verrà assassinato dai suoi. Ma almeno te lo dicono con ritmo e gusto. (Antonio Dipollina, "La Repubblica". 11.11.1999)
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