Ubriaco d'amore

Punch-Drunk Love

USA - 2002
Ubriaco d'amore
Barry Egan ha una piccola attività insieme alle sue sette sorelle, che lo bistrattano continuamente, considerandolo un fallito e facendolo sentire solo e incapace di avere una relazione sentimentale. Quando una fisarmonica e una donna misteriosa entrano nella sua vita, ha inizio il suo viaggio nell'universo amoroso.
  • Altri titoli:
    Embriagado de amor
    Just Desserts
    Punchdrunk Knuckle Love
    The X-4 Project
    Untitled P.T. Anderson Project
    Punch-drunk love - Ivre d'amour
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: PAUL THOMAS ANDERSON, DANIEL LUPI, JOANNE SELLAR PER GHOULARDI FILM COMPANY, REVOLUTION STUDIOS, NEW LINE CINEMA
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR ITALIA
  • Data uscita 21 Marzo 2003

NOTE

- PREMIO PER LA REGIA AL FESTIVAL DI CANNES 2002 EX-AEQUO CON "CHIHWASEON" DI IM KWON-TAEK.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL FEBBRAIO/APRILE 2003 E' STATA MODIFICATA IL 30 GENNAIO 2004, ELIMINANDO IL DIVIETO DI VISIONE AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"A partire dallo stile cromatico, che rifà il glorioso Technicolor, Anderson rende vistosamente omaggio al cinema americano anni '40. Però va ben oltre il tributo nostalgico: in quell'atmosfera metafisica che è il marchio di fabbrica del regista di 'Magnolia' alterna iperrealismo e surrealismo, coniuga genialmente il ritmo del montaggio con quello di una partitura musicale - in prevalenza percussioni. Un film dannatamente pieno di stile, insomma: e insieme divertente, il che non guasta mai". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 maggio 2002)

"Una commedia sconcertante e postmoderna, jazzistica e pop, sincopata e multicolore, cinetica e astratta, segnata da un virtuosismo collerico: insoddisfatta, tale e quale a Barry". (Bruno Fornara, 'Film Tv', 25 marzo 2003)

"Per impersonare il personaggio è stato scelto Adam Sandler, un attore, produttore, regista, cantante, comico e compositore la cui fama è ancora limitata agli Stati Uniti: poliedrico quanto Fiorello, bravissimo, con la faccia a uovo come un giovane Sordi, affiancato da Emily Watson. La tragicommedia è leggera, a lieto fine romantico, stilizzata alla maniera dei Technicolor d'un tempo. I paesaggi urbani vasti, polverosi e brutti acquistano una sorta di mistero surreale nella fotografia di Robert Elswit, e insieme con la musica perfetta di Jon Brion dà ancora più forza all'immagine della nostra normalità da pazzi". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 marzo 2003)

"Dopo 100 anni di cinema è ancora possibile una storia d'amore? Questa è originale, poggiata sugli spigoli dell'insofferenza invece che sulle passeggiate a Manhattan, accompagnata da tamburi, viti e congas invece che da violini e clarinetti (colonna tumultuosa di Jon Brion). (...) Il regista di 'Magnolia' scopre una recitazione magnetica, alta di metronomo e di attitudini ansiose. E inventa, tra case, locali e negozi cupi e impersonali, una potente escursione procellosa a Tahiti. Un Kaurismaki d'America. Premiato a Cannes". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 22 marzo 2003)
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