U.S.A. contro John Lennon

The U.S. vs. John Lennon

USA - 2006
U.S.A. contro John Lennon
Tra il 1966 e il 1977 John Lennon, capo carismatico dei Beatles, avvia una trasformazione da semplice icona musicale ad attivista pacifista. I registi cercano di investigare su questa trasformazione e sul suo impatto nella storia americana. Mentre il Beatle viene inscritto nella lista nera del Governo americano e considerato un pericoloso sovversivo, dopo anni di silenzio, molti giovani e non solo, riescono a reagire e ad alzare la voce. Bisogna agire contro la guerra in Vietnam, le repressioni della polizia durante comizi e manifestazioni, la mancanza di vera democrazia. John Lennon diviene per anni uno dei pochi collanti tra il movimento pacifista nelle sue frange rivoluzionarie e l'opinione pubblica, fino al suo incredibile omicidio, avvenuto l'8 dicembre 1980, per mano di Mark Chapman, un suo fan.
  • Durata: 99'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO, MUSICALE
  • Produzione: DADID LEAF E JOHN SCHEINFELD PER LIONS GATE FILMS, AUTHORIZED PICTURES, LSL PRODUCTIONS INC., VH1 ROCK DOCS
  • Distribuzione: MIKADO (2007), LUCKY RED (2013)
  • Riedizione 2013
  • Data uscita 17 Giugno 2013

TRAILER

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 63MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2006) NELLA SEZIONE 'ORIZZONTI DOC', HA RICEVUTO IL PREMIO CINEMA D'ESSAI 'CICAE'.

- PRIMA PROIEZIONE: 01-06-2007.

CRITICA

"Nonostante alcuni omissis, il documentario è efficace nel restituire il ritratto di un musicista che ha fatto la 'rivoluzione' non con le armi ma con le sue canzoni. Da 'Revolution' a 'Imagine', percorrono l'intero filmato e sono il motivo per cui ancora si piange la scomparsa di Lennon." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 1 giugno 2007)

"Altro che 'pazzo svitato' o 'superoverdose di eroina'. Anche Jimi Hendrix (soffocato, mettendo in scena la più devastante pera del secolo) e John Lennon sono stati assassinati (direttamente o senza sporcarsi le mani) da Cia e Fbi. Perché? Sovversivi e amici delle Pantere Nere. Ce lo racconta, oggi che i dossier top secret si sono democraticamente aperti, il cinema indipendente americano. In pieno boom del documentario, mentre inizia un'edizione storica di Bellaria (c'è tutto Pennebaker, e c'è pure lui) e Santoro finalmente è risorto, esce in Italia il commuovente documentario Usa contro John Lennon, di David Leaf e John Scheinfeld, che analizza la persecuzione e le minacce d'espulsione e di morte contro un idolo delle folle, reo di essere politicizzato per natura (viene dalla classe operaia), e, per colpa di Yoko Ono, di essersi pure radicalizzato." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 1 giugno 2007)

"A quanti continuano a idolatrare Lennon e a considerarlo oltrechè un grande della musica un'icona della sinistra anni Settanta. E al resto dell'umanità? A chi vuole saperne di più su John, il documentario offre un bel po' di materiale inedito e certo interessante. Certo bisogna fare la tare sulle molte puttanate avallate da Yoko Ono, a cominciare dall'uccisione, ordinata (dice lei) dalla Cia." (Giorgio Carbone, 'Libero', 1 giugno 2007)

""Ne esce un documentario che è insieme inchiesta giornalistica e ricostruzione storica. E se la prima ricostruisce passo dopo passo, grazie anche alla testimonianza dell'avvocato difensore Leon Wildes, la lotta durata cinque anni per evitare a John Lennon il processo di espulsione e fargli avere la Green Card, portando alla luce le tante contraddizioni e idiosincrasie della giustizia statunitense, è la ricostruzione storica di quegli anni a lasciare maggiormente il segno. E non solo per i filmati mai visti in questa ampiezza della luna di miele musical-pacifista di Lennon e moglie. O per la straordinaria efficacia della sua dialettica nel difendere i meriti e farsi carico dei limiti delle sue canzoni e dei loro messaggi. L'effetto emotivamente più forte il film lo raggiunge quando sa trasmettere, attraverso le immagini e le canzoni, la forza di un movimento che ha saputo intrecciare spirito libertario e contestazione politica , aspirazioni utopiche e rivendicazioni personali, guerra e sesso, musica e rabbia. C'è una differenza abissale con l'evoluzione che prenderà la contestazione politica in Europa e soprattutto in Italia e questo film, con la sua passione e il suo rifiuto di ogni ideologia, riesce a spiegarlo meglio di tanti saggi. Come sa fare perfettamente la parte finale del film, quando rivediamo la veglia funebre che si tenne a Central Park per onorare John Lennon, da poco assassinato sotto casa da uno squilibrato: quei volti dolenti e rigati dalle lacrime sono il ritratto perfetto di una generazione i cui sogni si sono rivelati troppo fragili per non accusare i contraccolpi del potere ma le cui idee si sono dimostrate sufficientemente ostinate per riuscire a crescere in molti altri cuori." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 8 giugno 2007)
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