Twixt

USA - 2011
2/5
Twixt
Uno scrittore in declino, per promuovere il suo nuovo libro arriva in una cittadina dove è stato commesso il misterioso omicidio di una ragazza. Poi, durante la notte, viene contattato in sogno dal fantasma della giovane V che gli narra una storia inquietante, che potrebbe avere a che fare con un segreto del suo passato...
  • Colore: C
  • Genere: HORROR, THRILLER
  • Produzione: FRANCIS FORD COPPOLA PER AMERICAN ZOETROPE

TRAILER

RECENSIONE

di Marina Sanna
Da quando ha smesso di lavorare su commissione,Francis Ford Coppola non è più lo stesso. I suoi ultimi film, da Una seconda giovinezza a Tetro, più che di un'indipendenza artistica sembrano il frutto di una creatività senza freni, con trame disarticolate che inesorabilmente li trascinano verso il basso. L' horror gotico Twixt, presentato in anteprima al festival di Torino, non fa eccezione. Omaggio esplicito ai racconti di Edgar Allan Poe, che compare sotto forma di spirito guida (Ben Chaplin), è la storia di Hall Baltimore (Val Kilmer), scrittore di serie B in declino. Durante un tour promozionale si ferma a Swan Valley, una cittadina lugubre, perfetta per ritrovare l'ispirazione perduta. Un campanile a sei facce simboleggia la vittoria del male, un vecchio hotel abbandonato è la scena di una tragedia avvenuta nel passato: 12 bambini sono stati drogati e poi ammazzati. Dapprima incuriosito dagli strambi personaggi che circolano nei paraggi, primo tra tutti lo sceriffo locale con ambizione letterarie, Hall si lascia poi coinvolgere anche emotivamente. Mentre dorme gli appare una ragazzina di nome Virginia (Elle Fanning), che lo guida nel bosco e lo istruisce sui delitti irrisolti. Le ore di sonno diventano quelle di veglia, i personaggi veri si mescolano con quelli immaginati: dove finisce il sogno e inizia la realtà? Non lo capisce neanche lo spettatore. Con l'aiuto dello sceriffo, Hall immagina il soggetto del nuovo romanzo, a base di vampiri, che dovrebbe riportarlo ai successi precedenti. Tra bianco e nero, schizzi di rosso e un paio di scene in 3D, si arriva verso la soluzione del mistero che incupisce il protagonista. Costato 7 milioni di dollari e interamente autofinanziato, risente di uno script ambizioso e barocco, in cui anche le immagini più belle (vedi la scena della figlia che fluttua sull'acqua, autocitazione di Dracula) sono sacrificate a vantaggio del percorso di emancipazione intrapreso da qualche anno dal regista. Che qua e là, con la cifra inequivocabile del grande maestro, ci ricorda essere lo stesso di Apocalypse Now e Dracula.
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