Tutti pazzi in casa mia

Une heure de tranquillité

FRANCIA - 2014
3,5/5
Tutti pazzi in casa mia
Michel, appassionato di musica jazz, ha trovato un disco raro che si appresta ad ascoltare nella tranquillità del suo salotto. Tutto il mondo, però, sembra aver deciso di cospirare contro di lui: sua moglie ha scelto proprio quel momento per fargli una rivelazione, suo figlio arriva a sorpresa, uno dei suoi amici si presenta alla porta e sua madre continua a chiamarlo al cellulare. Per non parlare del fatto che questo è proprio il giorno in cui si tiene la famosa "Festa del Vicinato". Manipolatore e bugiardo, Michael farà di tutto pur di avere il suo momento di pace e tranquillità...
  • Altri titoli:
    Do Not Disturb
    No molestar
    Nur eine Stunde Ruhe
  • Durata: 79'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: ARRI ALEXA XT, SXS PRO, (2K)/PRORES 4:4:4 (1080P/24), DCP
  • Tratto da: commedia teatrale "Une heure de tranquillité" di Florian Zeller
  • Produzione: WILD BUNCH, TF1 FILMS PRODUCTIONS, CZ PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2015)
  • Data uscita 29 Ottobre 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Quando diciamo che i francesi lo fanno meglio di noi (il cinema), sottintendiamo essenzialmente tre fatti: scrivono, recitano e dirigono meglio. Noi abbiamo ancora un’istintiva genialità che ci porta, talvolta, a tirare fuori dal cilindro un meraviglioso coniglio. Il coniglio che dal cilindro tirano fuori loro invece è un coniglio standard. Però il trucco, a differenza nostra, gli riesce sempre.
I francesi insomma hanno imparato a fare quello che noi abbiamo disimparato, il cinema ad orologeria. Un cinema che è parte integrante di un sistema produttivo e linguistico collaudato. Un cinema che è meccanica, matematica, codificazione e paradigma. Un cinema che è scuola.

Per la sua particolare propensione all’utilizzo di formule e cliché, la commedia è probabilmente l’esempio più lampante degli automatismi raggiunti dal modello francese. E anche il genere con le maggiori possibilità di migrazione semiotica. Sceneggiature che spesso provengono dalla letteratura o dal teatro, come quella di Tutti pazzi in casa mia, già pièce di enorme successo in patria con il titolo Une heure de tranquillitè, scritta dal giovane Florian Zeller.

Ecco un’altra cosa che dovremmo imparare dai cugini: una maggiore sinergia con il teatro. Pure se si tratta di operazioni senz’altra pretesa se non quella di un paio d’ore in allegria (coi tempi che corrono, persino un proposito nobile).
Rispetto all’originale teatrale qui non c’è Fabrice Luchini, ma al suo posto Christian Clavier fa di tutto per limitare i danni. E poi al timone un certo Patrice Leconte sa il fatto suo. La regia conserva un pesante impianto teatrale? Può darsi, ma le battute, gli ingressi in scena, il modo in cui si combinano e si incasinano le cose, tutto questo è anche cinematograficamente magistrale, calcolatamente anarchico.

L’invettiva contro la borghesia istupidita e ipocrita è vecchiotta? Forse, ma allora perché la risata è così spontanea e verace?  E che dire dell’alchimia tra gli attori (c’è anche una compassatissima Carole Bouquet), del menefreghismo politicamente scorretto, della capacità di mettere in scena l’intreccio più scontato al mondo senza mai essere banali?
La lezione è tutta qui: non bisogna necessariamente fare nulla di nuovo. Basta solo farlo meglio.

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: CANAL+, OCS, TF1, IN ASSOCIAZIONE CON PALATINE ÉTOILE 12.

CRITICA

"Adattamento di un testo teatrale (sulle scene lo interpretava Fabrice Luchini), una commedia degli equivoci tutta al servizio del personaggio centrale, cui Christian Clavier (due volte Asterix) presta un'energia che ricorda Louis De Funès. Come regista, Leconte ha fatto di meglio." (Roberto Nepoti, 'Il Messaggero', 29 ottobre 2015)

"Di risate, malintesi, segreti e bugie si compone il nuovo film del regista senior francese Patrice Leconte, da decenni cantore delle umane idiosincrasie attraverso una leggerezza mai superficiale. Commedia chiaramente ispirata a una pièce teatrale (...), 'Tutti pazzi in casa' mia non è un film memorabile, ma gode di tempi comico/dialettici azzeccati e di un cast di prim'ordine: quanto basta per una visione rilassante." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 29 ottobre 2015)

"(...) ecco la regia numero ventotto per l'agile veterano Leconte, qui al servizio di una commedia di distruzione dell'egoismo borghese con un vitale Christian Clavier ancora eccellente a fare l'altolocato meschino dopo il successone (anche italiano) di 'Non sposate le mie figlie'! Finale delicato in totale difformità rispetto alla durezza dell'originale teatrale di Zeller. Leconte e Clavier collaborarono per la prima volta nel 1978 per la commedia vacanziera cult 'Les bronzés'. L'attore aveva 26 anni e il regista 31. Bello ritrovarli ancora insieme così arzilli ben trentasette anni dopo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 ottobre 2015)

"Piacerà a chi ha un debole per le commedie francesi specie quelle che funzionano a meraviglia in ogni reparto (regia, interpretazione, dialoghi). 3 anni fa Leconte voleva smettere di dirigere film. Ripensandoci ci ha fatto un gran bel regalo." (Giorgio Carbone, 'Libero', 29 ottobre 2015)
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