Tutti al mare

ITALIA - 2010
Tutti al mare
Maurizio è il proprietario di un chiosco in riva al mare frequentato, dall'alba al tramonto, da un campionario di varia umanità. Dai clienti al personale, ognuno di loro è rappresentante di uno spaccato del nostro paese, un'Italia stracarica di immagini, di feticci, di simulacri e falsi miti in cui è impossibile togliersi la maschera, anche se si indossa solo un costume da bagno...
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GIANFRANCO PICCIOLI E GIANLUCA DE MARCHI PER FILM VISION IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2011)
  • Data uscita 11 Marzo 2011

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CRITICA

"Il vecchio 'Casotto' di Sergio Citti, oltre ad essere allora il primo film pasoliniano dopo la morte del maestro, proponeva un tipo di comicità mai più riproposta fatta di contrasti ruvidi, realistica e surreale, con personaggi divertenti e romani ma poi così sgradevoli. Il tutto ambientato in un unico set, appunto il casotto, dove, come in un reality o in una sit-com di oggi si muovono e si incontrano i vari protagonisti. (...) Una giornata al mare, un unico luogo, cioè uno di questi capannoni-bar di Ostia, una serie di personaggi grandi e piccoli dell'Italia di oggi che si incastrano fra loro, coi loro problemi, e proprio incontrandosi, cambiano e mostrano debolezze e insicurezza. Ovvio che 'Tutti al mare' non può avere la forza del primo 'Casotto', ma molte delle figurine che incontriamo sono ben costruite e ben recitate. Oltre a Proietti e a Giallini, finalmente protagonista nella parte del padrone del bar, pensiamo a Ilaria Occhini come sua madre, una vecchia cattiva alla Paolo Stoppa, o alla coppia di amici Francesco Montanari - Libero De Rienzo, ottusi e poco sinceri, o al surreale Valerio Mastandrea, fantino in cerca di un cavallo. C'è perfino un Pippo Baudo un po' sprecato (ha un'unica battuta). Ma più che dal funzionamento dei singoli personaggi, il film prende forza dal funzionamento della vecchia struttura di Casotto, che i due Cerami gestiscono bene e rinforzano con qualche novità, e dal recupero di quel tipo di commedia alla Citti così sgradevole, così politica, e così poco praticata in questi ultimi vent'anni." (Marco Giusti, 'Il Manifesto', 11 marzo 2011)

"Parente di 'Casotto' di Citti, scritto da Cerami senior che ora sceneggia il film diretto con bel piglio malinconico dal figlio, 'Tutti al mare' è un finto cine panettone che termina con la canzoncina del titolo. In mezzo, un'Italia in allegro disfacimento, puzzle di tipi da spiaggia, cast di soliti noti e ignoti amalgamati in un racconto frastagliato dove, oltre qualche inutile metafora (il cavallo) e moralità (il barcone), vive la mediocrità di una domenica d'agosto aggiornata alla volgarità di oggi." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 11 marzo 2011)

"Riecco trentacinque anni dopo il 'Casotto' di Citti, riaggiornato dal figlio d'arte Matteo Cerami. Che non riesce a peggiorarlo, nonostante la buona volontà e l'aiuto di papà Vincenzo, presente anche in scena. Allora i bagnanti si alternavano in una cabina di Ostia, oggi si ritrovano in un chiosco sulla spiaggia di Castelporziano, gestito dal bravo Marco Giallini. Tra le tante macchiette spicca per inutilità il matto Ennio Fantastichini e per simpatia lo smemorato Gigi Proietti. Spiritoso l'omaggio a Sergio Citti, nominato sesto re di Roma, al posto di Servio Tullio." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 11 marzo 2011)
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