Tutte lo vogliono

ITALIA - 2015
2/5
Tutte lo vogliono
Chiara ha una professione con un nome attraente, anche se inquietante: fa la "food designer" (cioè prepara cibo "bello da guardare") in società con una madre terribilmente snob e vagamente ingombrante. Orazio ha un mestiere con un nome decisamente meno attraente, ma più rassicurante: fa lo sciampista per cani, lavora per un maghrebino appassionato di soap opera e ama il cibo "buono da mangiare". La sua ultima relazione risale a quattro anni prima e da allora preferisce la compagnia degli animali a quella delle donne. Chiara invece ha ritrovato dopo anni Raffaello un vecchio amico, il bello e impossibile primo amore dell'adolescenza. Bello come un tempo, e certamente meno impossibile di allora. Potrebbe avere quello che ha sempre desiderato, potrebbe essere l'uomo giusto al momento giusto. Ma perché l'incontro con Orazio rischia di cambiare la vita di Chiara?
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 17 Settembre 2015

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RECENSIONE

di Massimo Giraldi
Si può costruire una sceneggiatura su un dato statistico? Si, se il dato rivela che in Italia il 44% delle donne finge un godimento durante il rapporto amoroso. Da qui infatti  parte Alessio Maria Federici per immaginare il copione di Tutte lo vogliono, un anno dopo Fratelli unici (2014). Questo nuovo soggetto  comincia alla lontana con due personaggi che non si conoscono e per un imprevedibile equivoco arrivano a rapportarsi tra loro. Orazio fa lo sciampista per cani, Chiara è “food designer”, ossia prepara cibo per occasioni importanti (si parla della visita di Obama a Roma). I due interagiscono perché lei è una “anorgasmica” e lui dovrebbe aiutarla a superare questo difetto. Equivoci e imbarazzi si succedono a raffica verso un finale che è giusto non rivelare.

Dopo quattro film solidamente calati nei paraggi della commedia, Federici conferma la voglia di svolazzare nei paraggi del cinema italiano di tradizione, ossia quello che prende in prestito argomenti seri ma li smonta e li rimodella a piacimento per farne oggetto di ironia, scherzo, occasione di sberleffo e imbarazzo.

Utilizzando attori di sicura resa (ritrova Enrico Brignano dopo Stai  lontana da me, 2013; affida il ruolo di Chiara a Vanessa Incontrada, brava a evitare i facili snodi di volgarità insiti nella vicenda), Federici fa a meno di qualunque vincolo narrativo, si affida ad una regia senza vincoli problematici, recupera atmosfere da cinema anni Sessanta, non vuole a tutti i costi lasciare segni memorabili, a vantaggio di un raccontare piano, scorrevole, di immediata, concreta semplicità.  La nuova commedia italiana del terzo millennio guarda al contemporaneo ma non vuole perdere i contatti con il passato.

CRITICA

"Il garbo di Enrico Brignano, ma anche di Vanessa Incontrada, è così tanto da rendere impervio il compito di dare vita e linfa a una commedia piccante e maliziosa come 'Tutte le vogliono', già ammiccante e promettente dal titolo. (...) La commedia degli equivoci li fa incontrare. Hai voglia a tenere a mente l'esempio di 'Harry ti presento Sally'. Lo svolgimento, che la 'mission' imporrebbe scoppiettante e senza respiro, si inceppa e si confonde continuamente. E laddove si mette per un attimo da parte il garbo e si tenta la carta del gioco un po' più duro, cadono le braccia." (Paolo d'Agostini, 'La Repubblica', 17 settembre 2015)

"È di una goliardia sfrenata questa commediola in fin dei conti romantica, tanto simpatica quanto prevedibile. (...) E vissero felici e contenti. Un po' meno in platea." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 17 settembre 2015)
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