Tutte le donne della mia vita

ITALIA - 2007
Tutte le donne della mia vita
Un incidente subacqueo fa ripercorrere tutta la sua vita a Davide, un rinomato chef internazionale che, per il suo animo zingaro, non ha mai voluto assumersi l'impegno di un ristorante tutto suo e tanto meno di metter su famiglia. Licenziato da Vittorio, proprietario del locale in cui lavora, che non vede l'ora di disfarsi del cuoco che da tre anni si porta a letto sua moglie Laura, Davide si trova all'improvviso in mezzo a una strada. La sua prima preoccupazione è quella di garantire una sistemazione per i suoi fedeli collaboratori - garzoni, sottocuochi e pasticceri delle più diverse etnie. Sembra sia arrivato per lui il momento di fare i conti con la sua totale mancanza di responsabilità. Tutte le donne che hanno accompagnato i vari momenti della sua vita gli tornano davanti: la madre Diletta, ormai dedita solo alla cura di gatti e gabbiani; Monica, da cui Davide ha avuto il figlio Tommaso ma che ora ha ceduto alla capacità di impegno di Rodolfo, ex aiuto dello chef; Stefania, la sua compagna storica che sta cercando di dimenticarlo con l'aiuto dell'aitante Francesco; Isabelle, un'esperta gourmet che, si scopre, da sempre ha una sua vita e una sua famiglia. Deluso dalla fredda accoglienza di tutte le 'sue' donne, Davide decide di fuggire ancora una volta e rifugiarsi nell'amata Stromboli. Sul traghetto che lo riporta nei suoi lidi d'infanzia trova Stella Marina, la figlia diciottenne del barman di bordo che conosce l'uomo da sempre e che negli anni è stata testimone involontaria di tutte le sue situazioni amorose. Insieme a lei Davide pensa di trovare un riscatto per le sofferenze causate alle sue ex compagne, ma il destino ha qualcos'altro in serbo per lui...
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MASSIMO FERRERO PER BLU CINEMATOGRAFICA G.F.
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 13 Aprile 2007

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC.

CRITICA

"'Il cibo lo fa Dio ma il diavolo ha fatto i cuochi' oppure 'Dio è il più grande cuoco del mondo'. E' su queste note mistico-gastronomiche e sul tormentone da rimorchio: 'Lei si chiama proprio come mia madre' che si dipana la melocommedia di Simona Izzo 'Tutte le donne della mia vita' (...) Il protagonista è un casanova simpatico ma non pensate a Truffaut e 'L'uomo che amava le donne'. La Izzo preferisce la litigata passionale, la battuta acida e il riappacificamento latino intorno ai fornelli. Qualche stecca, qualche momento esagitato ma un gruppo di attori che recita con ardore: Zingaretti amabile guascone e Cescon splendida pazzoide rubano la scena a tutti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 13 febbraio 2007)

"La premiata ditta Izzo-Tognazzi confeziona una commedia di costume, devitalizzando finalmente ogni contenuto sociale. Solo un piacevole racconto nel quale emergono le personalità degli interpreti, il desiderio di arricchire il proprio punto di vista sulle famiglie di fatto, tema attuale, che sembra stare a cuore alla Izzo regista e sceneggiatrice con Graziano Diana e Alessandra La Capria. In realtà è un film che offre un esempio di buon cinema medio, educato e simpatico." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 13 aprile 2007)

"Simona Izzo parte medianicamente da un'idea che sarebbe piaciuta al suocero Ugo Tognazzi: la vitalità primordiale della cucina. Non resta nel recinto di commedia furbetta ispirata alla lontana da Truffaut ed Edwards, gira l'angolo del dramma, cita Nietzsche, mette parrucchini al cast, fa la voce pastosa a Zingaretti nei momenti intimi e chiude con 'Se telefonando' scritta dal suo ex Costanzo. (...) Un sentimental mood gastronomico torinese che termina col nostro Montalbano Don Giovanni beato tra le donne e con mamma Gastoni con voce impostata che accetta il 'grazie nonna', mentre la musica che sembra di Morricone è proprio di Morricone. Si chiude coi panorami di Stromboli." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 aprile 2007)

"Al cinema non ho incontrato molti cuochi. Ne ricordo uno ne 'Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante', di Peter Greenaway e altri in 'Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Europa', di Ted Kotcheff. Adesso ce ne propone uno nuovo, spiritosissimo, la nostra Simona Izzo, sceneggiatrice e regista, tenendolo in equilibrio sapiente fra la commedia e i sentimenti. Con un brio, una sensibilità e una piacevolezza di effetto sempre sicuro. (...) Con ritmi scioltissimi, anche nelle pause sentimentali, e con una tale varietà di accenti, dall'allegria, appunto, al ripensamento, dagli eventi felici a quelli in apparenza un po' mesti (c'è perfino un licenziamento tra i fornelli), da tener testa dal principio alla fine una divertita attenzione. Con il rammarico, insolito, che a un certo punto si arrivi a concludere. Lo suscitano anche dagli interpreti sempre felicissimi, da Luca Zingaretti, padrone saldo della commedia con le stesse qualità con cui, in altre occasioni, domina il dramma, al coro di donne che l'attornia: Vanessa Incontrada, la moglie, la cara, ben tornata Lisa Gastoni, la madre, Rosalinda Celentano, Michela Cescon, Jane Alexander. Tutte belle e frizzanti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 aprile 2007)
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