TRUE BLUE - SFIDA SUL TAMIGI

TRUE BLUE

GRAN BRETAGNA - 1996
TRUE BLUE - SFIDA SUL TAMIGI
Nell'aprile 1986, dopo dieci vittorie consecutive, l'equipaggio di Oxford viene sconfitto da quello di Cambridge al termine della tradizionale "Boat Race", l'annuale gara di canottaggio tra le due più antiche università d'Inghilterra. Nei mesi successivi un gruppo di studenti americani arriva ad Oxford e viene ingaggiato per mettersi agli ordini dell'allenatore Daniel Topolski, che sta preparando la squadra per la gara dell'anno successivo. Gli americani non sono accolti tutti alla stessa maniera. Comincia il lavoro, cinque ore al giorno per sei mesi, ossia tutta la durata del rigido inverno inglese. Ma, oltre alla fatica, cominciano ad affiorare dubbi sulla validità del metodo di lavoro scelto da Topolski. I contrasti si fanno sempre più aspri, finchè si arriva ad un duro scontro tra Donald MacDonald, presidente della squadra, e i rematori americani. Questi ultimi cercano di ottenere le dimissioni di Donald. Non ci riescono e, sei settimane prima della gara, abbandonano la squadra. Con pazienza, Topolski, al quale viene confermata la fiducia, riesce a trasformare l'equipaggio di riserva nella squadra che vincerà l'edizione 1987 della competizione.
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Tratto da: TRATTO DAL LIBRO DI DANIEL TOPOLSKI E PATRICK ROBINSON
  • Produzione: CHANNEL 4 FILMS
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1997) - BUENA VISTA HOME ENTERTAINMENT

NOTE

REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997

CRITICA

"Sulla base dell'appassionata sceneggiatura di Rupert Walters, laureato a Oxford, Ferdinand Fairfax, regista di formazione tv, ripercorre correttamente la vicenda vera secondo i canoni, senza però un guizzo che renda il film meno scontato e prevedibile". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 16 giugno 1997)

" 'True Blue' maneggia gli ingredienti classici del film sportivo, soffermandosi volentieri sui corpi muscolosi dei rematori e resocontando dettagliatamente sin troppo - le antipatie, le impuntature, i contrattempi che avvelenarono la strada verso la riscossa. Ipertrofico ma non brutto, il film può essere visto anche come una metafora sui tribolati rapporti tra America e Inghilterra, due paesi divisi dalla stessa lingua, come dice un celebre adagio. Da un lato, gli yankees insofferenti alle 'stronzate vittoriane' teorizzate dall'allenatore; dall'altro, gli inglesi meno dotati fisicamente ma animatori di un gioco di squadra determinante per vincere la 'Boat Race'. Il più bravo in campo risulta l'attore belga Johan Leysen, che fa Topolski: problematico e orgoglioso come ogni coach che si rispetti". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 8 giugno 1997)
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