TRE STORIE

ITALIA - 1998
Quando decide di entrare in una comunità per tossicodipendenti, Paolo si rende conto che non può più vivere a proprio piacimento: dovrà adattarsi alle regole e alle modalità della vita di gruppo. Ecco Wolf, che per fuggire il carcere ha scelto la comunità; ecco Giovanni, che prende il lavoro molto sul serio e si arrabbia con i più superficiali, tra cui all'inizio c'è anche Martina che non ha mai lavorato e lo stuzzica con atteggiamenti seduttivi. Le responsabilità quotidiane sono pesanti, Wolf non ce la fa e infine scappa, portando via la cassa. Paolo invece, quasi per caso, si scopre appassionato di fotografia, e cerca di dedicarsi il più possibile a questo hobby. Giovanni e Martina, dopo le schermaglie iniziali, si innamorano e decidono di sposarsi. Vanno a vivere in una casetta in un bosco, ma Giovanni è sieropositivo, e le sue condizioni peggiorano fino alla morte. Martina riesce a non ricadere nella droga ma il dolore la rende triste e priva di entusiasmo. Paolo si afferma come fotografo pubblicitario ma, di fronte al successo, è tentato di lasciare tutto e girare per il mondo.

CAST

CRITICA

"Non ha niente da dimostrare, il film, accompagna con discrezione tre percorsi di persone che conoscono la sofferenza. E lo fa senza enfasi - sono più antipatici che simpatici, i personaggi, più sgradevoli che gradevoli: non siamo ricattati ad aderire alle loro ragioni -, seguendone la quotidiana battaglia a voce bassa e in punta di piedi". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del Cinema italiano 1999 - 2000')
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