Tre all'improvviso

Life as We Know It

USA - 2010
2/5
Tre all'improvviso
Alla morte dei genitori della piccola Sophie, i loro migliori amici, Holly Berenson ed Eric Messer, si troveranno costretti a cambiare i rispettivi stili di vita per prendersi cura di lei.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: JOSEPHSON ENTERTAINMENT, GOLD CIRCLE FILMS, VILLAGE ROADSHOW PICTURES
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 3 Dicembre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Manuela Pinetti
Quando il titolo dice già molto, se non tutto. È il caso di Tre all'improvviso, versione italica dell'originale Life as We Know It, rom-com dai presupposti surreali che ambisce (ambirebbe) a raccontare la vita vera, divertendo nonostante le umane tragedie e commuovendo attraverso la felicità, senza rinunciare ad avere anche un'anima. O, almeno, provandoci.
Sorvolando sulle sadiche motivazioni che spingono Alison e Peter, felici neogenitori dell'infante Sophie, a nominare come tutori della piccola due amici che non solo non sono una coppia ma che si detestano apertamente, veniamo subito all'improvvisa dipartita dei previdenti coniugi e all'altrettanto prevedibile stupore dei bellissimi, ultra-single, benestanti e indipendenti Messer (Josh Duhamel, che possiede i giusti tempi della commedia) e Holly (Katherine Izzie Heigl, decorativa e bravina), genitori dunque famiglia all'improvviso.
Tra gag fisiche incentrate sul classico trio dell'infanzia (pappa-popò-nanna), stereotipi duri a morire (mai visto Baby Boom?) e il giusto equilibrio tra risate e lacrime, Tre all'improvviso sorprende per l'intensità del ritmo (gran parte del cast arriva dalla tv) e per la clamorosa bruttezza di alcune scelte musicali in colonna sonora.

CRITICA

"Le peripezie con pannolini e primi passi vanno di pari passo con solitudine ed insicurezza. Una favola sì natalizia ma dal sapore agrodolce." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 3 dicembre 2010)

"Avevamo lasciato Atlanta in 'Via col vento' e la ritroviamo sede di questa storia da telefilm casalinga e prevedibile. (...) Katherine Heigl è una miss smorfia che straparla e regge al massimo 24 pollici, Josh Duhamel fa il tenerone sportivo, il regista Berlanti regola il traffico." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 dicembre 2010)
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