Travaux - Lavori in casa

Travaux, on sait quand ça commence...

FRANCIA - 2005
Chantal Letellier è un'avvocatessa che guadagna bene e ha molte gratificazioni dal punto di vista professionale. La sua vita privata, invece, non è così brillante. Alle spalle ha un divorzio consensuale e non ha nessuno con cui dividere la propria esistenza. Sentendosi sola, un giorno decide di cedere a uno dei suoi clienti che la corteggia da tempo. Però, mentre per lei si tratta solo di un'avventura, l'uomo si innamora perdutamente e inizia ad assillarla con la sua richiesta d'affetto. Stretta d'assedio, Chantal decide di liberarsi dell'insistente corteggiatore iniziando dei lavori di ristrutturazione nella sua casa e rendendola così impraticabile. Assume un giovane architetto colombiano che però, al momento è clandestino, per cui lei cerca di aiutarlo ad ottenere al più presto il permesso di soggiorno e lui, per riconoscenza, decide di rimetterle a nuovo totalmente la casa. Ad aiutarlo, ci saranno tanti lavoratori extra-comunitari, naturalmente anche loro clandestini...

CAST

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 37MA QUINZAINE DES REALISATEURS, CANNES 2005.

- COREOGRAFIE: KARINE SAPORTA; YOLANDE MARZOLFF (TANGO).

CRITICA

"Peccato solo che il tutto funzioni benissimo in versione originale (fortunatamente prevista anche in sala) ma sia guastato da un cattivo doppiaggio che appiattisce voci, accenti, sapori di questa commedia multietnica. Capace di farci almeno sognare un rapporto più aperto e gioioso con "tutti coloro che hanno attraversato i mari per arricchirci", come recita la dedica finale. Non solo in senso morale, visto il fatturato europeo del lavoro nero. Ma questo è un altro discorso." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 gennaio 2006)

"Gentile, divertente commedia che circumnaviga problemi come la multirazzialità. Che in piccolo, ma in profondo, si ripercuote sulla ristrutturazione della casa di un avvocato liberal di successo, Carole Bouquet, con un errore sentimentale da correggere. La vita è un cantiere: invaso l'appartamento dall'architetto colombiano sans papier con sei lavoratori clandestini, la donna vive in diretta le contraddizioni della società. I lavori si sa quando cominciano ma, dice il sottotitolo francese (da noi: 'Signora mia, ho gli operai in casa!') ogni ipotesi è possibile. Il tono del film della Rouan è musical-surreale, allegro, non superficiale: 'L'amore è un fattore di stabilità sociale' dice Carole che offre in saldo anche un balletto acrobatico stile musical, regalando un tocco magico nel rigovernare le macerie. E sempre per magia, in finale, appare un vicino ed è Hugh Grant." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 gennaio 2006)

"Se 'Travaux' è una commedia a sfondo sociale, bisogna dire che il 'sociale' resta molto sullo sfondo. Pur evocando le condizioni d vita degli immigrati da una parte, le contraddizioni tra teoria e pratica, Brigitte Rouan racconta una favola con la sola pretesa di far ridere; e di farlo attraverso una comicità al primo grado che - almeno nella prima parte - funziona abbastanza bene. Alla lunga, però, le trovate si fanno più prevedibili, o si ripetono, mentre i personaggi restano in ruoli caricaturali. Tantomeno giustificati, se si pensa che la regista ha voluto renderli più realistici affidandoli non ad attori ma a veri operai dei cantieri edili. La bella sorpresa, invece, è Carole Bouquet, che siamo abituati a vedere in parti di signora elegante e sofisticata e che qui s'aggira tra i calcinacci, balla e dimostra un gusto per l'autoderisione che non avevamo mai sospettato." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 gennaio 2006)
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