Trapezio

Trapeze

GRAN BRETAGNA - 1956
Mike Ribble, che fa parte di un grande circo di Parigi, è stato un celebre trapezista, uno dei pochi che sapeva eseguire il triplice salto mortale. In seguito ad una caduta, Mike è rimasto zoppo ed ora si sente depresso. Il figlio di un altro celebre trapezista, Tino Orsini, prega Mike di insegnargli il segreto del famoso triplice salto: Mike dapprima rifiuta poi, essendosi convinto che Tino ha della stoffa, incomincia ad allenarlo, finchè insieme formano un duo di alta acrobazia. Del circo fa parte anche Lola, bella e ambiziosa giovane, la quale, benchè non abbia speciali qualità di ginnasta, per far carriera vorrebbe inserirsi nel duo Orsini-Ribble. Tenta dapprima, invano, di sedurre Mike: poi circuisce Tino. Il proprietario del circo, temendo che i due trapezisti se ne vadano, pensa di ancorarli al circo mediante Lola: impone quindi ai due la collaborazione di Lola, che, da parte sua, fila di perfetto amore con Tino. Mike non vede la cosa di buon occhio, essendo convinto che Lola non può far altro che rovinare il numero e l'avvenire di Tino. Le cose si complicano quando Mike s'innamora di Lola, che ricambia il suo amore. Tino crede che Mike voglia portargli via la donna perchè teme di esser estromesso dal numero e glielo rinfaccia. Una sera che nel circo c'è un celebre impresario americano, Mike costringe Tino ad eseguire il triplice salto. Per Tino è ormai aperta la via che conduce al successo e alla fortuna: egli si riconcilia con Mike ma questi comprende che il giovane non ha più bisogno di lui. Rimarrà a Parigi accanto a Lola, la quale ha lealmente dichiarato a Tino di non poter ricambiare il suo amore.
  • Durata: 107'
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE, DE LUXE COLOR
  • Tratto da: dal romanzo omonimo di Max Catto
  • Produzione: JAMES HILL PER HILL-HECHT-LANCASTER PRODUCTIONS (HECHLER PRODUCTIONS), SUSAN PRODUCTIONS
  • Distribuzione: DEAR

NOTE

- ALLA BERLINALE 1956 ORSO D'ARGENTO PER BURT LANCASTER E PREMIO DEL PUBBLICO PER CAROL REED.

CRITICA

"La vita di un grande circo, che già altre volte è stata oggetto di opere cinematografiche, offre l'occasione a scene sfarzose e ad interessanti sequenze di esercizi acrobatici. Il conflitto psicologico fra i tre personaggi principali non è stato oggetto di un'indagine approfondita, né presenta particolare interesse. Interpretazione e regia di buon mestiere; buono il colore." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 40, 1956)
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