Transformers - L'ultimo cavaliere

Transformers: The Last Knight

USA - 2017
3,5/5
Transformers - L'ultimo cavaliere
Gli Umani e i Transformers sono in guerra, Optimus Prime non c'è più. La chiave per salvare il futuro dell'umanità e nascosta tra i segreti di stato, nell'oscura storia dei Transformers sul pianeta Terra. Un'improbabile alleanza composta da Cade Yeager, Bumblebee, un Lord inglese e un'insegnante di Oxford avrà così il compito di salvare il pianeta.
  • Altri titoli:
    Transformers 5
  • Durata: 149'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: ARRI 416/HAWK65/PHANTOM 65 GOLD/RED EPIC DRAGON/RED WEAPON DRAGON/RED WEAPON HELIUM (8K S35), IMAX DIGITAL 3-D/REDCODE RAW, (2K)/IMAX DIGITAL 3-D (4K)/PANAVISION, D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: basato sui "Transformers" Action Figures della Hasbro
  • Produzione: DI BONAVENTURA PICTURES, TOM DESANTO/DON MURPHY, IAN BRYCE
  • Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Data uscita 22 Giugno 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco
217 milioni di dollari (dichiarati) di budget. Ora come ora, crediamo, a Hollywood nessuno come Michael Bay è in grado di sfruttarli fino all’ultimo cent per costruire e distruggere all’unisono, per mettere sullo schermo una sceneggiatura così folle come quella partorita da Art Marcum, Matt Holloway, Ken Nolan (con lo zampino di Akiva Goldsman per il soggetto), per realizzare un film che in 149’ ne contiene almeno altri 20.

È come al solito la prova di forza di un cinema che non ha di certo bisogno di queste righe per trovare la soddisfazione che cerca e che, ne siamo convinti, merita anche. Sì, perché al netto di qualsiasi (e più che comprensibile) critica sulla credibilità e sull’impianto narrativo e strutturale che un prodotto simile potrebbe avere, quello che resta è un divertimento puro, amplificato dall’utilizzo di un 3D massivo e spettacolare.




La trama, come detto, mette a dura prova anche le menti più fantasiose: ormai reietti e ricercati dalla TRF (Transformers Reaction Force), i Transformers sono considerati nemici degli uomini, indipendentemente dalla fazione a cui appartengono (Autobot o Decepticon).

L’Autobot Optimus Prime vaga nell’universo in cerca del suo pianeta e del suo creatore, mentre sulla Terra Cade Yeager (Mark Wahlberg) continua a mettere in salvo i robottoni, con Bumblebee in prima linea, nascondendosi dalle autorità. Lontano da sua figlia, troverà nella piccola e coraggiosa orfanella Izabella (Isabela Moner) un nuovo membro da inserire in quella sgangherata famiglia.

Ma che cosa spinge i Transformers a ritornare sempre sulla Terra? Il mistero risale ai tempi di Re Artù e ai cavalieri della Tavola Rotonda (sì, ok, vi avevamo avvertiti eh), alla magia di Mago Merlino e ai secoli bui dell’Inghilterra medievale: ora, ai giorni nostri, il mondo è minacciato e l’unica possibilità di salvezza risiede in un’improbabile alleanza. Quella tra Cade, i suoi fidati Transformers, un lord inglese (Anthony Hopkins) e un’avvenente professoressa di Oxford (Laura Haddock)… Perché è proprio nelle antiche radici di quel segreto tramandato e custodito per secoli, che potrebbe trovarsi la chiave di sopravvivenza del nostro pianeta.


Due ore e mezza di delirio ipercinetico e visionario, con flashback che si perdono nell’esplosività sanguinolenta di battaglie medievali e che si alternano a improbabili ma quanto mai adrenalinici inseguimenti a 300 km/h per le strade di metropoli trafficate come Londra o nelle polverose lande desertiche di outback ai confini del mondo: Michael Bay non si ferma di fronte a nulla, è un monster truck che schiaccia ogni cosa con la sua mdp stereoscopica che l’IMAX (supponiamo) esalta ogni oltre immaginazione.


 

Come detto, sembra di assistere a molti più film dentro a un unico film: molto dipende dal continuo spostamento di location e, soprattutto, dalla moltitudine di personaggi (umani e non) chiamati in causa, oltre naturalmente alle impensabili derive che un plot simile poteva generare. E allora, inevitabilmente, ci si ritrova dopo un po’ a domandarsi che fine abbia fatto qualcuno, o come si possa essere arrivati da una sequenza ad un’altra senza un raccordo in grado di garantire quel minimo di verosimiglianza che anche prodotti di questo genere ogni tanto cercano di salvaguardare.



Ma sono momenti che durano giusto il tempo di un attimo, quella manciata di secondi qua e là che servono al film per rifiatare tra un combattimento-inseguimento-esplosione-sferragliamento e un altro. Perché laddove non arriva la verosimiglianza ci pensano il sarcasmo e l’ironia: in questo, la parte da padrone la fa l'automa-maggiordomo Cogman, delirante sociopatico e schizofrenico tuttofare al servizio del personaggio di Anthony Hopkins che, da solo, incarna perfettamente l’anima trasformistica dell’intero film.

Nulla si crea, nulla si distrugge: tutto si trasforma.

E già c'è chi (l'inquietante, bellissima Quintessa) si aggira per l'incipit del sesto capitolo...

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURANO ANCHE MICHAEL BAY E STEVEN SPIELBERG.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JOHN GOODMAN (HOUND), KEN WATANABE (DRIFT), FRANK WELKER (MEGATRON), JOHN DIMAGGIO (CROSSHAIRS), PETER CULLEN (OPTIMUS PRIME), JESS HARNELL (BARRICADE), STEVE BUSCEMI (DAYTRADER), OMAR SY (HOT ROD).

CRITICA

"Chi non ha piena familiarità con i precedenti rinunci, vedendo questo numero 5 'L'ultimo cavaliere', a capire tutto e cogliere ogni riferimento, per abbandonarsi al rumoroso e colorato spettacolo in 3D. (...) Il succo è che questi alieni non sono tutti uguali, ci sono quelli buoni e quelli cattivi da neutralizzare. Dev'essere un messaggio sia di pace che di allarme per il nostro oggi." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 22 giugno 2017)

"Fra deserti e profondità marine, Londra e pietre di Stonehenge, doppie lune e corpi celesti in via di collusione, Michael Bay (...) impagina un grandioso spettacolo fatto di pezzi di cinema messi insieme in maniera quasi casuale. Legittimo scriverne il peggio, e però... La surreale spregiudicatezza dell'assemblaggio può risultare divertente; Hopkins sfodera l'usuale classe; Wahlberg e Haddock funzionano bene insieme; e la visionaria sequenza finale porta il film in un'apocalittica dimensione non priva di metafisiche suggestioni." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 22 giugno 2017)

"Extralong come il precedente, il filmone diretto da Michael Bay si ammanta (...) di una corazza scenografica fra passati remoti e futuri distopici dove a farla da padrone resta il messaggio che l'eroismo funziona per chiunque abbia coraggio, allora come oggi. Dal frastuono ipercinetico (troppo ma consueto) di battaglie per salvare o distruggere Unicorn (la Terra) a seconda dei punti di vista, emergono tratti umoristici e di romance, rendendo il film di un 3D non solo tecnologico." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 22 giugno 2017)

"(...) un'avventura succosa come la carne e splendente come il metallo. (...) Ecco il popcorn movie più delirante dell'estate 2017. Il fiammeggiante Michael Bay si conferma il regista giusto nella saga giusta." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 giugno 2017)

"Piacerà quasi sicuramente anche al pubblico italiano (negli Usa è partito a razzo). Anche ai fan degli sword and fantasy che di solito aborrono le robottate. Bastano le battaglie a ricordarci che Bay è un regista top del film d'azione." (Giorgio Carbone, 'Libero', 22 giugno 2017)

"(...) il cast sembra crederci, a cominciare dall'amletico Hopkins, in grande spolvero. E' un film che decolla se visto in IMAX, mentre il 3D non è decisivo. Un bel giocattolone, ma inutilmente lungo. Piacerà certamente agli amanti della saga, stoici per essere arrivati già al quinto capitolo." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 22 giugno 2017)

"Erano giocattoli (1984), sono stati fumetti e animazione (1992), sono diventati kolossal d'azione al cinema (dal 2007), 5 episodi diretti da un asso, bisogna dirlo, anche qui capace del tradizionale mix di eroicomica, ferrigne trasformazioni e tecnologia a palate (questo è il primo film girato in alcune sequenze in Imax 3D nativo). (...) Imperdibile il dinosauro che sputa rottami, metafora d'attualità. Blockbuster dell'estate." ('Nazione-Carlino-Giorno', 22 giugno 2017)
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