Trafficante di virus

ITALIA - 2021
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Trafficante di virus
Una bambina attratta dalla scienza, poi studentessa di veterinaria con la passione della ricerca. Una donna determinata a raggiungere i propri obiettivi personali e professionali che diventa una scienziata di livello internazionale, il cui contributo allo studio dei virus è riconosciuto in Italia e all'estero. Una storia positiva di successo, finalmente, in un Paese come il nostro in cui non si fa che parlare di cervelli in fuga... Purtroppo no. Perché Ilaria Capua, virologa di fama mondiale, pluripremiata e riconosciuta da tutta la comunità scientifica, qualche anno fa scopre dai giornali di essere indagata, lei che ha dedicato la vita a combattere malattie ed epidemie, per un presunto traffico di virus e vaccini. Un'accusa vergognosa, preceduta da una campagna stampa infamante e risolta dopo anni in un proscioglimento. Eppure, scrive la Capua, "ho imparato molte cose da questa vicenda e penso di essere diventata una persona migliore. Se dovessi distillare un pensiero, uno solo, che incarna il mio vissuto, è che per sopravvivere l'essenziale è essere resilienti, e nessuno può farlo al nostro posto". Oggi Ilaria Capua dirige un centro di ricerca di eccellenza dell'Università della Florida. Una scelta sofferta, fatta per proteggere la famiglia e il suo lavoro dopo essere rimasta incagliata nei paradossi della giustizia, e ha deciso di raccontare la sua storia per non perdere la speranza. Perché un Paese come l'Italia deve imparare a investire nel futuro e deve ritrovare il coraggio di salvaguardare i propri talenti. (Fonte: Rizzoli Editore)
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO
  • Tratto da: libro "Io, trafficante di virus. Una storia di scienza e di amara giustizia" di Ilaria Capua (ed. Rizzoli)
  • Produzione: ROBERTO SESSA PER PICOMEDIA
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 29 Novembre 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

La signora del virus. La paladina della scienza libera. Stiamo parlando della virologa Ilaria Capua, che decise di rendere di pubblico dominio la sequenza genica del virus dell’aviaria. A renderla nota purtroppo furono soprattutto le pesanti accuse che subì: la ricercatrice fu indagata per reati che avrebbero potuta portarla all’ergastolo e divenne vittima di un vero e proprio linciaggio giornalistico e giudiziario. Non a caso se ne andò a vivere a migliaia di chilometri di distanza: ora vive in Florida, dove dirige un dipartimento universitario.

Ci racconta questa revolutionary mind, che aveva a cuore la salute pubblica (“la salute del mondo è una e indivisibile: esseri umani, animali e piante”), la regista Costanza Quatriglio. Scritto a quattro mani insieme a Francesca Archibugi e ispirato al libro Io, trafficante di virus di Ilaria Capua, il film (Trafficante di virus), targato Medusa, è stato presentato al 39° Torino Film Fest e sarà al cinema come evento speciale dal 29 novembre al primo dicembre e poi su Prime Video dal 13 dicembre.

Ad interpretare la Capua, nel film Irene Colli, vi è Anna Foglietta. Nel cast anche Michael Rodgers, Andrea Bosca e Paolo Calabresi. Vaccini, epidemie, pandemie, virus che minacciano l’umanità pronti a mutare e a fare il salto della specie, focolai, spillover e via dicendo, se al posto dell’uccello selvatico dell’aviaria ci fosse un pipistrello sembrerebbe (purtroppo) quasi un instant movie. Ma questa vicinanza, nonché assonanza con il Covid, non crea armonia, al contrario risulta quasi cacofonica, talmente siamo stanchi dell’argomento trattato. Non è solo questo il punto. Il fatto è che, pur attingendo all’esperienza maturata nei laboratori di chimica nel suo precedente film Con il fiato sospeso (2013), la Quatriglio non riesce a restituirci pienamente il ritratto di questa donna libera, determinata, ingombrante e scomoda e al suo posto prevale lo stereotipo. Il risultato è poco appassionante e la cronologia poco lineare, piena di salti temporali (si passa dal 2016 al 2014 e poi al 1999 per poi nuovamente tornare al 2014 e così via) non è esplicativa, crea confusione e dà il colpo di grazia. Peccato perché la Foglietta è brava e la storia di questa scienziata che voleva aprire un istituto di ricerca nel suo paese per prevenire le future pandemie, un’occasione persa per l’Italia, era a dir poco preveggente.

NOTE

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