Toxic Jungle

Planta madre

ITALIA, ARGENTINA, PERU' - 2013
2/5
Toxic Jungle
Storia, dalla nascita alla morte al ritorno, dei Fratelli Santoro, la mitica band di pionieri del rock argentino nella psichedelica onda dalla fine degli anni Sessanta ai primi Settanta. Dall'educazione musicale dei piccoli fratelli Diamond e Nicky, al primo 45 giri trasmesso in FM, al successo del primo disco, tra concerti, ragazze e prime esperienze psicotrope. Fino al richiamo della magica Ayahuasca, la 'buona medicina' da prendere nel folto sciamanico della Foresta Amazzonica. E alla preparazione del secondo disco. Rimasto incompiuto. La meteora dei Fratelli Santoro si interrompe, ma il mito di questi Doors tropicali non smette di perseguitare Diamond, che 40 anni dopo torna per intraprendere il viaggio interrotto di Nicky nella foresta. E liberare così il fantasma di una musica intrappolata nel cuore.
  • Durata: 87'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM/DCP
  • Produzione: ROSANNA SEREGNI, SANDRO FREZZA, LUIS PUENZO, GIANFRANCO QUATTRINI, ESTEBAN PUENZO, CESAR FAJARDO PER ALBA PRODUZIONI, HISTORIAS CINEMATOGRAFICAS, PUENZO HNOS, PLANTA MADRE, ALUZCINE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ (2016)
  • Data uscita 7 Luglio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente

Opera seconda di Gianfranco Quattrini, regista peruviano di origini italiane formatosi in Argentina, Toxic Jungle racconta la storia di Federico Santoro (Robertino Grandos), un ex rocker noto come Diamond Santoro (Emiliano Carrozzone) che, assieme al fratello Nicolas (Manuel Fanego), è stato pioniere e simbolo del rock psichedelico argentino. Nicky muore prematuramente, non realizzando il suo sogno: intraprendere un viaggio nel cuore dell’Amazzonia alla ricerca di un santone che gli facesse assumere l’ayahuasca, una sostanza allucinogena con finalità magico-terapeutiche. Così, a distanza di moltissimi anni, Federico decide di portare a compimento il viaggio mai concluso dal fratello, coadiuvato dalla ex fidanzata di Nicolas Pierina (Camila Perissé), nella speranza di liberarsi dal terribile passato che lo tormenta.

Un film che alterna contemporaneità a flashback che riportano lo spettatore nelle tipiche atmosfere ribelli dei Settanta, all’interno delle quali giovani generazioni si muovono tra sesso libero, droghe e rock’n’roll. La sceneggiatura prevede sbalzi temporali drastici, serrati, mentre la regia punta sul netto contrasto tra la fisicità che contraddistingue due differenti generazioni. Ma non solo Federico viene perseguitato dai demoni interiori. Anche i co-protagonisti infatti presentano allo spettatore le proprie paure e i propri drammi, il tutto però sovrapposto in maniera poco fluida così da non lasciare il giusto spazio a ciascuna vicenda culminando in un calderone di elementi non lineari e molto differenti tra loro. Anche i flashback sembrano strutturati su luoghi comuni ed elementi privi di originalità attraverso i quali gli sceneggiatori e Quattrini mirano a ripercorrere le avventure di una band in maniera quasi biografica per poi concludere una drammatica vicenda con un viaggio spirituale. Proprio quest’ultima fase sembra difatti la sola in grado di risollevare le sorti del film, che scorre in modo troppo frammentato e disconnesso.

Persino il fattore musica, trait d’union tra passato e presente del protagonista, viene meno per via dei troppi inserimenti in un film della durata standard di appena 90 minuti.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO D'INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO DELLA DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA-MIBAC; SVILUPPATO CON IL CONTRIBUTO DI ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ.

CRITICA

"Ogni tanto l'estate cinematografica riserva qualche sorpresa come 'Toxic Jungle' di Gianfranco Quattrini, peruviano di origine italiana formatosi in Argentina. Se la sceneggiatura può risultare fragile, il film trova coesione di tratto nel disegno del protagonista (...): l'ottimo Robertino Granados. Il resto lo fa la cornice del Rio delle Amazzoni con le sue fitte foreste, l'aria disfatta di umidità e quell'atmosfera di luogo ai confini del mondo. (...) Quattrini è nato nel '72, eppure dimostra di saper recuperare con sensibilità il sentimento di quella generazione che andava a scuola dallo stregone, sognando di trovare il senso della vita invece che la scorciatoia per la ricchezza e il potere." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 7 luglio 2016)

"Montato tra passato e presente, 'Toxic Jungle' cresce nel tempo e nei luoghi (...). Da gustare con pazienza per chi ama storie di viaggi, fratelli e vecchi rancori, tipo 'Una storia vera' di Lynch." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 7 luglio 2016)

"Salti temporali e buona fotografia, ma le troppe sottotrame lo appesantiscono." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 7 luglio 2016)
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