Tournée

FRANCIA - 2010
4/5
Tournée
Joachim, un ex produttore televisivo francese, torna nel suo paese dopo aver passato un po' di anni in America e porta con sé un nuovo genere di spettacolo: il 'New Burlesque'. Con le 'sue' ragazze, Joachim ha organizzato una tournée che toccherà varie località francesi e che culminerà con uno show a Parigi. Tuttavia, non tutto andrà come previsto...
  • Altri titoli:
    On Tour
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: LES FILMS DU POISSON, NEUE MEDIOPOLIS FILMPRODUKTION, ARTE FRANCE CINEMA, WDR/ARTE, LE PACTE AND FILM(S), CNC, FFA, CANAL +, CINE CINEMA
  • Distribuzione: NOMAD FILM (2011)
  • Data uscita 16 Marzo 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

“Le grida della strada / i passanti i negozi / dove come in un insulto / ti vai a rispecchiare / tra gioielli da poco / e biancheria da niente / ombre / in occhi di donna / che ti vedono passare / tutti questi rumori / dentro i quali ti immergi / nei quali ti esilio / per amarti da lontano / in un gioco sottile / questi trucchi un po’ pazzi / tutto questo è il tuo stile”.
Non sappiamo se Mathieu Amalric abbia mai sentito il compianto Leo Ferré, comunque, deve averlo fatto il suo nuovo film, Tournée, con cui torna alla regia otto anni e quattro corti dopo La chose publique. C’è davvero il suo stile e la sua poetica in quei versi, a partire dai gioielli da poco e la biancheria da niente delle protagoniste, ballerine di Burlesque americane in tour europeo: mature e consunte, fragili e volgari, sono loro le muse per il ritorno sulla scena in grande stile dell’impresario Joachim, con le rughe in libera uscita e gli occhi che ne hanno viste troppe dello stesso Amalric.
Premiato per la regia e dai critici all’ultimo festival di Cannes, Tournée è il film fesso, destrutturato e balordo che si archivierebbe frettolosamente, viceversa, merita e rimane nelle sue incongruenze, nelle sue aporie, nel suo legarsi per filacci mondani alla tradizione dell’incompiutezza anni ’70, mettendo nel flute il circo di Fellini e (nel finale) la possibilità di un’isola dell’Invenzione di Morel di Emidio Greco, la pausa di senso di Antonioni e il barocco caduco di Visconti.
Per alcuni debolezze da mettere al muro e stigmatizzare, le secche di sceneggiatura, le inversioni e involuzioni portate in dote da Joachim, il turbinio iperrealistico di corpi danzanti ma più spesso sfatti, la stasi dei numeri che non tornano mai sono, al contrario, pamphlet da avanspettacolo, critica divulgativa e smodata rispetto alla recidiva, immarcescibile società dello spettacolo.
Ma senza sociologismi né elucubrazioni, perché quello di Amalric non è cinema raziocinante, bensì spleen a buon prezzo, esistenzialismo prêt-à-portermood da BoBo senza fissa dimora, in primis quella autoriale: esile la trama, ma centrifugata dal passato che non passa di Joachim, le lusinghe del successo che fu e non sarà più, le ferite familiari infettate dallo showbiz, l’ebbrezza di un bacio rubato, insomma, la versione pervertita e fin troppo immanente del dettato paolino: “Nel mondo, ma non del mondo”.
Nuovo? No, vecchio, anzi, usato insicuro, infido, eroso da una recitazione incrinata e rotta come la vita, colta nel suo farsi, ma senza tallonamento neorealistico: viene in mente il cinema sul cinema di Abel Ferrara, Snake Eyes e Blackout su tutti, mentre Amalric tra “il miracolo della scena neorealistico” e”il miracolo dell’osceno americano” sceglie deciso il secondo, facendo del fuoricampo interno il territorio presente-assente del fallimento personale e dell’esilio del cinema dal nostro immaginario contemporaneo. C’è nostalgia, anche compiaciuta, ma non peregrina: i corpi vengono messi a nudo, ma celati, la satira del Burlesque sconfitta da coreografie a tirar via, l’eccesso pastorizzato dalla rievocazione. Forse, la Tournée è quella della memoria, portata e presa in giro, nella certezza della sua estinzione. Giù il sipario.

NOTE

- CONSULENTE 'NEW BURLESQUE': KITTY HARTL.

- MATHIEU AMALRIC HA RICEVUTO IL PREMIO ALLA REGIA AL 63. FESTIVAL DI CANNES (2010). IL FILM INVECE HA VINTO IL PREMIO FIPRESCI.

CRITICA

"Il film che l'attore/regista ha scritto con Philippe Di Folco, Marcello Novais Teles e Raphaëlle Valbrune, gira intorno ai punti focali della storia (i rapporti coi figli, le psicologie delle spogliarelliste, le motivazioni del ritorno in Francia) preferendo le divagazioni agli approfondimenti e spezzando la linearità del racconto a favore di situazioni 'marginali' (...). L'ambizione è quella di lasciare lo spettatore senza risposte per proporgli invece continue divagazioni e sospensioni del racconto." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 14 maggio 2010)

"Piacevolissima sorpresa 'Tournée' di Mathieu Amalric, circumnavigazione artistica, dalle forme e dall'adipe strabordante, attorno ad una compagnia americana di spettacolo burlesque. Amalric, già totalizzante interprete di film come 'Lo scafandro e la farfalla' o 'Racconto di Natale', estrae dal cilindro della sua immaginazione la storia di Joachim Zand (interpretato dallo stesso Amalric) impresario fumantino, ipertiroideo e malinconico del sestetto New Burlesque: Mimi le Meaux, Kitten on the keys, Dirt'y Martini, Julie Atlas Muz, Evie Lovelle, Roky Roulette (l'unico uomo). I canoni della bellezza, per queste signorine mature e leggermente fuori taglia, vengono riscritti dalla sensualità del loro atto performativo sul palco. Lamé, parrucche, piume, luci basse e rosse, il burlesque mescola teatro, coreografia, glamour, humor, satira in un tuffo di libertà espressiva, creativa, sessuale, davvero invidiabile. (...) 'Tourneé' è un vivace on the road, con il nocciolo della comicità racchiuso dentro ai night durante i numeri delle ragazze ed un protagonista maschile che funge da vettore centrifugo, a bucare quella bolla dell'arte, quella liceità nel divertirsi, nel vedere, nel sognare, attraverso l'immagine, che ci ha molto ricordato lo spirito surreale del Fellini più visionario." (Davide Turrini, 'Liberazione', 14 maggio 2010)

"Un trionfo di piume, paillettes, ciglia finte e parrucche esagerate: sono le cinque americane dai nomi suggestivi come Dirty Martini, Kitten on the Keys o Mimi le Meaux, che in 'Tournée' (primo francese in concorso), occupano la scena con striptease spudorati e provocazioni erotiche eccessive, talvolta grottesche, spesso una sfida alla volgarità. (...) E torna dall'America con il grande sogno di una clamorosa rivincita. Tra gli attori più amati dai francesi era il cattivo dell'ultimo Bond, il protagonista di 'Lo sccfandro e la farfalla' Mathieu Amalric ha avuto l'idea di 'Tournée' dopo aver assistito a uno spettacolo di New Burlesque. (...) 'Tournée', annunciato dalla stampa francese come una commedia sfolgorante in realtà è una storia segnata dalla malinconia." (Maria Pia Fusco, 'la Repubblica', 14 maggio 2010)

"Tra i film in concorso di ieri al festival di Cannes, la grande attesa era per 'Tournée' di Mathieu Amalric. (...) Ed ecco allora il trionfo di travestimenti, piume, ciglia finte, abiti colorati, striptease e bellezze straripanti: sono, appunto, le spogliarelliste professioniste che Amalric ha coinvolto nel suo quarto film da regista e che hanno divertito il pubblico di Cannes." (Giorgio Carbone, 'Libero', 14 maggio 2010)

'Corpi tatuati, debordanti, eccessivi, esibiti come luna park ambulanti. Corpi levigati, sinuosi, conturbanti, usati come armi letali. Corpi di donne, naturalmente, perché la frontiera del pudore è di rado attraversata dall'universo maschile, o perché, semplicemente, appaiono più belli da fumare." (Claudia Ferrero, 'La Stampa', 14 maggio 2010)

"Non è la 'Turné' di Salvatores, ma quella postmoderna del francese Mathieu Amalric, premiato per la regia a Cannes 63. E non aspettatevi il Can-can, ma il New Burlesque, messo in scena da autentiche performer americane, al soldo di un ex produttore televisivo (lo stesso Amalric) caduto in plurime disgrazie: portare lo show nella Ville Lumière lo costringerà a fare i conti con lavoro, famiglia e vita tutta. Se il racconto si auto-sospende, l'accento è sullo spleen, riveduto e aggiornato: l'esistenzialismo è prêt-à-porter, gli eccessi addomesticati per BoBo, il Burlesque spogliato di satira, lo champagne e i lustrini a buon mercato. Ma se lo spettacolo deve continuare, coraggiosa e intelligente è la nota a margine vergata da Amalric: che spazio ha oggi il cinema nell'immaginario collettivo?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 16 marzo 2011)

"Originale, ma non per questo contorto, festoso, esuberante e insieme sottilmente enigmatico, 'Tournée' è un film che non bisogna assolutamente perdere. Il regista Amalric è anche il protagonista della disillusa ballata in terra di Francia. (...) Viaggiando di cittadina in cittadina verso il sogno di Parigi, il film ha modo di mescolare in tonalità irresistibili, lontane dalla routine musicaleggiante, i rimpianti e i segreti del buon pastore con l'indiavolata e famelica spontaneità delle sue debordanti e disinibite pecorelle. Ed è roba da intenditori, ma anche doping per l'aridità dei nostri schermi, l'inno vitalistico all'unità di corpo e mente che si sprigiona senza bisogno d'ipocrite moralette, ma in virtù dell'intensità narrativa." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 18 gennaio 2011)

"Burlesque era un genere teatrale con musica e beffe in gran voga sulle scene anglosassoni fra il Venti e il Trenta. Poi si ridusse ai soli spogliarelli, tornando, nel Novanta, con la definizione di New Burlesque, alla satira sorretta da coreografie opulente e da intermezzi teatrali. È a questo nuovo genere che si ispira il film francese di oggi, diretto da un noto attore, Mathieu Amalric, anche con delle regie alle spalle, specie di corti. (...) Con una certa malinconia di fondo cui si aggiunge, in qualche risvolto, un po' di simpatia proprio per quel mondo certo vuoto ma anche triste con cui abilmente si documenta un modo di vivere e un ambiente tanto più veri in quanto poi li rievocano delle note dive del Burlesque con i loro ben dichiarati nomi d'arte. Al protagonista, e alla sua amarezza segreta, dà vita con tensioni forti lo stesso Amalric." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo - Roma', 19 marzo 2011)
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