Totò le Mokò

Totò le Mokò
Il famigerato capobanda Pepè le Mokò, che ha il suo quartier generale nella Kasbah algerina, viene ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia. La sua successione viene offerta ad un suo prossimo parente, Totò, suonatore ambulante napoletano che sognava appunto di poter dirigere una banda musicale. L'offerta di dirigere una banda, ch'egli crede musicale, lo manda in visibilio. Giunto ad Algeri, vuol dirigere un concerto nel maggiore albergo, ma la banda ch'egli dirige è in realtà una banda di malviventi per cui la polizia lo mette alle strette e lo costringe a fuggire. Durante un'incursione della polizia nella Kasbah, Totò, spaventato, si rovescia sulla testa una lozione miracolosa, che lo rende audace: egli diventa l'idolo della Kasbah ma per piacere alla fanciulla amata dovrà battersi all'ultimo sangue. Un'amante gelosa durante la notte gli taglia i capelli togliendogli così tutto il coraggio. Tuttavia,nel vedersi di fronte il vero Pepè le Mokò, che non è affatto morto, Totò si sente rizzare i capelli sul capo e pieno di audacia si lancia contro l'avversario e lo uccide. Intascata la ricca taglia, se ne ritorna a Napoli, dove potrà dirigere finalmente una vera banda musicale.
  • Durata: 90'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: un'idea di Arduino Maiuri
  • Produzione: FORUM FILM
  • Distribuzione: FORUM - SKEMA, AZZURRA HOME VIDEO, FORMULA HOME VIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- ASSISTENTE ALLA REGIA: ROBERTO CINQUINI.

CRITICA

"Tutte le volte che appaiono film comici italiani, qualche critico, di quelli definiti autorevoli, mordicchia la tormentatissima penna, lamenta il basso livello della produzione nazionale, impartisce consigli ai produttori per avviarli all'arte pura. (...) Per Totò le Mokò non occorre avvertire che si tratta di un film comico. Importante è soltanto sapere se fa ridere: sì, fa ridere. Siamo però in tema di farsa e bisogna quindi accettare tutti ipresupposti della farsa.2 (Gino Valori, "Cine Illustrato", 15/1/1950)

"Geniale commedia comica, un'irresistibile parodia del celebre 'Il bandito della Casbah', cavallo di battaglia del giovane Jean Gabin. I quiproquo e i giochi di parole fanno sbellicare dalle risate, specie perché affidati alla sensazionale mimica del Principe. Se però volete torcervi le budella andate a rileggervi le critiche di allora: Totò? Non sarà mai un personaggio". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 5 luglio 2002)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy