Totò e Peppino divisi a Berlino

ITALIA - 1962
Davanti alla corte anglo americana di Berlino Ovest, si sta celebrando il processo contro l'Ammiraglio Canarinis, criminale di guerra. Una coppia di nazisti avvicina Totò, un magliaro, somigliantissimo a Canarinis e gli propone, dietro compenso di dieci milioni, di prenderne il posto. Totò accetta, non conoscendo neppure le colpe dell'uomo che sostituirà. Ma quando si accorge della realtà delle cose, spiega la verità agli americani che lo rilasciano. Insieme con Peppino Paglialunga, che dalla stessa coppia aveva ricevuto la promessa di dieci milioni perché deponesse contro Totò-Canarinis, raggiunge Berlino Est. Qui sono fermati dai russi, che vogliono utilizzarli per decifrare i messaggi americani e scoprire le rotte dei "voli-spia": cosa che i due fanno mercé l'uso della "smorfia". Riescono ancora una volta a fuggire ma, quando credono di essere in salvo, si trovano su un velivolo che li porta a Pechino.

CAST

NOTE

- COLLABORAZIONE AI DIALOGHI: MARIO CASTELLANI.
- AIUTO REGISTA: MICHELE LUPO.

CRITICA

"Il film trae spunto dallo scambio delle spie Powers e Abel avvenuto a Berlino recentemente. La vicenda però è vista in chiave grottesca (...) mentre le due spie (...) sono Totò e Peppino, due poveri diavoli finiti per sbaglio nella Germania orientale. Naturalmente con tutte le gags che possono nascere da questa situazione paradossale." (Anonimo, "Fiera del Cinema", 6 giugno 1962)
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