Totò e Marcellino

ITALIA - 1958
Totò e Marcellino
La mamma di Marcellino è morta. Durante i funerali accade che Totò, il quale e stato sorpreso a rubare e vuol far perdere le sue tracce, s'affianca al ragazzo e viene scambiato per suo zio. In seguito non riesce più a liberarsi di Marcellino e ben presto gli si affeziona. Quando interviene Alvaro, il vero zio, Totò viene messo in prigione. Alvaro però è un tipaccio, che sfrutta alcuni ragazzi e vive con Ardea: egli si decide a sposarla solo per entrare in possesso della casa che Marcellino ha ereditato dalla mamma. Marcellino intanto viene mandato a chiedere l'elemosina con altri ragazzi. Totò, uscito di prigione, va in cerca di Marcellino ed essendo venuto a sapere che il bimbo viene indegnamente sfruttato, riesce con uno stratagemma a far arrestare Alvaro. Marcellino intanto è scappato, dopo aver assistito ad una lite tra lo zio ed Ardea. Quest'ultima ha affermato, nel corso dell'alterco, che la mamma di Marcellino, dopo morta, è andata all'inferno, il bimbo decide allora di far il possibile per raggiungere la mamma e compie numerose malefatte. Ad un certo punto, sembrandogli di aver fatto ancora troppo poco per poter conseguire l'intento, risolve di far del male a chi gli vuol bene e per mezzo di fuochi d'artificio appicca l'incendio alla misera abitazione di Totò. Questi però giunge in tempo per salvare il bambino dalle conseguenze della sua disperata follia e lo convince, con affettuose parole, della falsità dell'affermazione di Ardea.
  • Durata: 100'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: racconto "Una chitarra in Paradiso" di Massimo Franciosa
  • Produzione: LUIGI ROVERE PER EURO INTERNATIONAL FILM
  • Distribuzione: EURO INTERN. FILM. - AVO FILM

CRITICA

"Il canovaccio a cui hanno posto mano gli immancabili Franciosa e Festa Campanile rimescola motivi dickensiani e chapliniani con un trito sentimentalismo ricattatorio a base di orfanismo e mammismo, di inferno e paradiso, nell'evidente mira di assicurarsi in partenza un posto nei circuiti parrocchiali." (Anonimo, 'Cinema Nuovo', 131, 15 maggio 1958)
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