Totò al Giro d'Italia

ITALIA - 1948
Mentre funge da giudice in un concorso di bellezza, il professor Totò si innamora perdutamente di una collega della giuria e la chiede in moglie. Per toglierselo dai piedi, lei mette una condizione al proprio consenso: lo sposerà solo se vincerà il Giro d'Italia. Totò, che non ha mai inforcato una bicicletta, è disperato e grida che venderebbe l'anima al diavolo, pur di vincere il Giro. Ed ecco che il Diavolo gli appare presentandogli un contratto, che Totò firma senza pensarci troppo. Il professor Totò si iscrive al Giro e vince una tappa dopo l'altra sbaragliando gli avversari. Mancano solo due tappe, quando il Diavolo gli appare, esortandolo a prepararsi al trapasso: una clausola del contratto stabilisce infatti che, trascorsa un'ora dalla vittoria, Totò gli debba consegnare l'anima. Totò è di nuovo disperato e, d'accordo con la fidanzata, che ora ricambia il suo amore, fa il possibile per non vincere; ma non gli riesce. Intanto il Diavolo va ad aspettare a casa sua, dove sotto gli occhi della madre, allinea tre pupazzetti sopra un tavolino, asserendo che il professore sarà in testa finché lui, il Diavolo lo penserà così. Ma l'astuta donna mette del sonnifero nel suo bicchiere e rovescia il pupazzetto che simboleggia Totò. Nello stesso istante cade e viene eliminato. L'anima di Totò è salva.

CAST

NOTE

- ISPETTORE DI PRODUZIONE: ALFREDO DE LAURENTIIS.

- METRI: 2375.

CRITICA

"Non è il caso di parlare d'arte; ma comunque il film è ricco di trovate e riesce a far ridere". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 25, 1949)

"Non bisogna sottolineare e tanto meno dimenticare che si tratta di una farsa affidata al grottesco (...)". (Anonimo, "Il Nuovo Corriere della Sera", 15 gennaio 1949).
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